È durata solo sedici giorni l'ultima installazione dell'artista Christo sul Lago d'Iseo: The Floating Piers è il titolo dell'ultima opera temporanea dell'artista bulgaro che dal 18 giugno al 3 luglio 2016 ha permesso a chiunque di camminare a piedi sulle acque grazie ad una spettacolare piattaforma galleggiante. In soli sedici giorni la passerella galleggiante, che si è estesa da Sulzano a Monte Isola, e circonda completamente l'isola di San Paolo, è stata visitata da oltre 1 milione e trecento persone, il doppio dell'affluenza rispetto alle stime iniziali. Il Lago d'Iseo, solo nel primo week end di inaugurazione dell'opera “The Floating Piers”, non ha mai visto un'affluenza così massiccia: tutti hanno voluto attraversare le acqua del lago a piedi passeggiando lungo la passerella di Christo. Per i numerosi visitatori è stato come camminare sull'acqua grazie ad un pontile galleggiante che per 3 chilometri ha attraversato il Lago d'Iseo.  Stanno facendo il giro del mondo le immagini dell'incredibile opera galleggiante che consente per la prima volta di camminare sulle acque del Lago d'Iseo.

La chiusura
Dopo la chiusura
Le stime
Il luogo
Come è fatto
L'artista

La chiusura della Passerella di Christo

Il 3 luglio si è conclusa l'incredibile esperienza artistica resa possibile dall'ultima opera di Christo. The Floating Piers ha permesso dal 18 giugno alla mezzanotte del 3 luglio 2016 di attraversare il Lago d'Iseo come se si camminasse sulle acque. L'accesso è stato sempre consentito ad eccezione dei giorni di cattivo tempo in cui per sicurezza la struttura galleggiante è stata chiusa. Il pontile è stato visitato da oltre 40000 persone in un solo giorno, oltre ogni stima iniziale. Quando nell'estate del 2014, Christo con il Direttore del Progetto, Germano Celant, fanno i primi sopralluoghi sul Lago d'Iseo, capiscono subito che sarebbe stato il luogo più stimolante e così si è rivelato. Non appena i primi moduli galleggianti sono stati assemblati sull'isola di San Paolo, per essere poi ancorati nelle acque del Lago d'Iseo, subito ci si è resi conto di quale imponenza avrebbe avuto la passerella ma nessuno avrebbe mai previsto un'affluenza così da record e un interesse per l'opera di Christo ancora viva a due giorni dalla chiusura di The Floating Piers.

Dopo la chiusura, ecco Google Street View

Non ci sono stati biglietti di ingresso, né cerimonie di chiusura. Erano previsti 17000 visitatori al giorno ma ne sono stati più del doppio e oltre. Tutti si sono potuti recare liberamente e in qualsiasi momento sulla passerella, godendo di una passeggiata sul lago d'Iseo come se si stesse camminando sull'acqua, come se il pontile galleggiante fosse stato un'estensione della strada di proprietà pubblica. E ora che l'esperienza artistica si è conclusa, la passerella, realizzata con materiali riciclabili, è stata smontata per rientrare in un ciclo di riciclo rispettoso dell'ambiente. I materiali usati per The Floating Piers non potranno essere comprati, ma verranno tutti destinati al riciclaggio industriale.

The Floating Piers è ancora visitabile grazie a Google Street View. Tutte le immagini, elaborate e verificate, sono state inserite su Google per consentire al mondo intero do accedere alla passerella di Christo anche dopo la chiusura. In molti avrebbero voluto che l'opera fosse lasciata fruibile ancora per altro tempo, se non per sempre, visto soprattutto tutto l'indotto e la pubblicità positiva che ha attirato alla zona del Sebino. Ma The Floating Piers, come tutti i lavori di Christo, è stata concepita come un'opera temporanea in cui lo spettatore/visitatore diventa parte integrante dell'opera stessa per una durata volutamente effimera: "Tutti i materiali utilizzati saranno riciclati attraverso un processo industriale", precisa Christo, "Rimarranno le fotografie, i filmati e il ricordo dei visitatori". Erano quaranta anni, dal 1970, che Christo voleva realizzare un'opera del genere, differente da altre installazioni di land art perché è stata in grado di coinvolgere i visitatori in un'esperienza unica al mondo entrata a pieno titolo nella storia dell'arte come opera da record.

Le stime del pontile sul Lago d'Iseo

The Floating Piers è stata un'installazione da record con oltre 1 milione e 300000 visitatori in sedici giorni, oltre ogni previsione iniziale. Tutta la stampa, nazionale ed internazionale si è interessata all'installazione che ha rappresentato un vero e proprio evento storico senza precedenti in Italia. L'intervento di Christo sul lago d'Iseo ha dimostrato che l'arte può far girare l'economia. Le strutture ricettive del Sebino e della Franciacorta hanno registrato il tutto esaurito per l'intero periodo dell'iniziativa. Tutto il mondo oggi conosce la bellezza dei comuni che affacciano sul Sebino tanto da ideare lo slogan "Lago d'Iseo, sull'onda delle meraviglie". C'è chi ha parlato addirittura di un Expo del Sebino. E al di là del rientro economico certo per l'intera zona, le conseguenze positive dell'opera di Christo si vedono anche nei progetti futuri di cui la Regione si sta facendo promotrice come un servizio di bikesharing tra Iseo e Pisogne o un nuovo battello ibrido sul Lago.

Ancora non si conosce l'indotto creato dalla realizzazione della passerella galleggiante. L'unica cifra conosciuta è quella pagata da Christo stesso per la costruzione di The Floating Piers: 15 milioni di euro, autofinanziati dalla vendita di schizzi e disegni. Ma il bilancio economico dell'intera operazione artistica è ancora presto per farlo Si dovrà aspettare che il pontile sia completamente smontato per avere delle stime certe. Verrà infatti indetta una conferenza a conclusione dei lavori di smontaggio e riciclo, con il Presidente della Regione e l'artista, per conoscere dati certi riguardo un bilancio economico dell'opera che, al di là delle cifre reali, si è già classificata come un successo.

Il luogo della Passerella di Christo

The Floating Piers è stata un'installazione d'arte da record: una passerella di oltre quattro chilometri realizzata da Sulzano a Monte Isola, e tutt'attorno all'isola di San Paolo, proprietà della famiglia Beretta dell'omonima fabbrica di armi. Solo dalle montagne intorno al lago d'Iseo era possibile accorgersi dell'imponente opera d'arte che per 3 chilometri ha attraversato il lago per poi proseguire per altri 2,5 chilometri di strada pedonale a Sulzano e Peschiera Maraglio. "The Floating Piers è stato concepito per essere ammirato dall’alto delle montagne che circondano il lago", si legge sul sito dell'opera, "dalle strade ma anche dalla barca e, ovviamente, passeggiando sui pontili stessi. Né Christo né Jeanne-Claude si sono mai serviti di un aereo per vedere dall’alto le proprie opere precedenti che erano tutte pensate per essere fruite da terra e non dal cielo. È impossibile godere appieno di The Floating Piers vedendolo dal cielo. L’acqua, il vento, il sole fanno tutti parte integrante del progetto".

Solo nel 2014 è stato scelto il Lago d'Iseo per realizzare The Floating Piers, nonostante l'idea di una passerella galleggiante fosse stata concepita da Christo nel 1970 con la moglie Jeanne-Claude (morta nel 2009). Inizialmente i due artisti volevano realizzare una passerella di legno galleggiante lunga 2,000 metri sul delta del Rio de la Plata in Argentina, ma il progetto non fu mai autorizzato. Nel 1995, fu la baia di Tokyo il luogo prescelto per creare l'opera a pelo d'acqua su cui camminare fino al parco di Odaiba, ma nemmeno gli schizzi per questo progetto ricevettero le necessarie autorizzazioni. Fino a quando, tra la primavera e l’estate del 2014, Christo e i suoi collaboratori scelsero il Lago d’Iseo come la location più suggestiva per The Floating Piers.

Come è fatto “The Floating Piers”

The Floating Piers ha realizzato un percorso pedonale di 3 kilometri sulle acque del Lago di Iseo. Un pontile galleggiante, dai bordi degradanti, è stato realizzato con 220.000 cubi di polietilene ad alta densità. I vari cubi, di dimensioni 50x50x40 centimetri, cavi all'interno, sono stati assemblati tra loro in moduli di 100 metri di lunghezza per 16 di larghezza. L'altezza del pontile è di circa 50 centimetri che emergono appena dalla superficie dell'acqua. I lati dei 32 moduli sono invece degradanti verso l'acqua come una spiaggia per consentire in ogni punto l'accesso dal lago sulla passerella. La pendenza laterale è stata realizzata riempiendo di acqua i cubi cavi. assemblati in loco, ancorati al fondale del Lago, e ricoperti con 100.000 metri quadrati di una tela poliammidica di colore giallo-rossa. The Floating Piers ha continuato per altri 2,5 kilometri lungo la strada pedonale tra Sulzano e Peschiera Maraglio conservando le stesse caratteristiche fisiche e garantendo l'identica sensazione di trovarsi a camminare sull'acqua.

La realizzazione del pontile è passata attraverso una fase di ancoraggio al fondale, affidata a subacquei professionisti che in collaborazioni con un team di ingegneri hanno definito l'intero progetto sott'acqua: 150 ancore di 5,5 tonnellate l’una sono state messe in sicurezza sul fondale in alcuni punti anche a 100 metri di profondità. Una volta consolidata la struttura galleggiante, la passerella di cubi di polietilene ad alta densità è stata rivestita da 100.000 metri quadrati di tessuto giallo scintillante: una tela poliammidica che con la luce e l'acqua cambierà colore, dal rosso all'oro durante i sedici giorni.

220.000 cubi creano i 3 chilometri di The Floating Piers.
220.000 perni tengono insieme i cubi.
200 ancore del peso di 5,5 tonnellate l'una mantengono i 16 metri di larghezza del pontile in posizione.
37.000 metri di corda connettono gli ancoraggi al pontile.
70.000 mq di feltro ricoprono i pontili e le strade al di sotto del tessuto.
100.000 mq di tessuto coprono i 3 chilometri di pontile e 2,5 chilometri di strada.
2,7 milioni di litri d'acqua riempiono le sponde inclinate.

Anche ai cani è stata data la possibilità di salire sulla passerella galleggiante: la struttura è realizzata in modo tale da risultare sicura e libera anche per i propri amici a quattro zampe, purché dotati di guinzaglio e di museruola. Gli organizzatori hanno confermato la possibilità di condividere l'incredibile esperienza con i propri animali domestici. Skateboard, pattini e biciclette sono stati vietati sul pontile, né è stato possibile camminare su The Floating Piers con scarpe col tacco alto. Si potevano immergere i piedi ma non tuffarsi.

 

L'artista di The Floating Piers

The Floating Piers è stata concepita da Christo Vladimirov Yavachev (classe 1935), l'artista bulgaro conosciuto come Christo, e la moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon, scomparsa nel novembre del 2009. Dal 1958, quando Christo ha incontrato Jeanne-Claude a Parigi, i due danno inizio ad un sodalizio artistico e amoroso fino alla morte dell'artista di origini marocchine. La coppia è stata pioniera di un nuovo concetto di arte pubblica e assieme hanno creato alcune delle opere visivamente più spettacolari del XX e del XXI secolo. L'intento dei due artisti è da sempre quello di realizzare installazioni d’arte effimere, spettacolari, gioiose e totalmente gratuite per i visitatori.

Dai progetti monumentali all’aperto in Colorado, Running Fence in California (1972-1976), Surrounded Islands a Miami (1980-1983) e The Pont Neuf Wrapped a Parigi (1975-1985), agli straordinari oggetti impacchettati in Giappone fino alle opere a Berlino e New York, non esiste una definizione univoca dell'arte di Christo e Jeanne-Claude. Le loro opere hanno solo un denominatore comune, spesso: il tessuto che le avvolge. Nel 1995 Christo impacchettò il Palazzo del Reichstag di Berlino, ad esempio, richiamando circa 9 milioni di visitatori. L'installazione dell'opere richiese una genesi di 24 anni, e come tutti i lavori dell'artista russo, si concluse in due settimane.

Arte spettacolare ed effimera è la nota principale dei lavori di Christo. In mezzo secolo Christo e Jeanne-Claude hanno realizzato oltre 20 progetti e mai hanno accettato finanziamenti o sponsorizzazioni di nessun genere, come neppure è mai stato chiesto il pagamento di alcun biglietto ai visitatori. Christo sostiene personalmente i costi di realizzazione delle sue opere, grazie alla vendita dei bozzetti e dei disegni preparatori. Questa scelta di autofinanziarsi è dettata dalla convinzione ferma che solo rifiutando denaro altrui si possa lavorare in totale libertà.