Il Natale è trascorso e i regali sono stati scartati, mancano pochi giorni alle Feste di fine anno e l'albero di Natale in casa, per chi ha scelto un abete vero, inizia a perdere aghi e sembrare più spoglio, bisognerebbe dunque iniziare a pensare a come smaltirlo correttamente. Se si pensa a quanti anni ha impiegato quell'abete a crescere, è un po' triste ad immaginare il destino a cui l'albero di Natale è diretto. Fortunatamente, esistono vari modi sostenibili per riciclare il proprio albero di Natale e rendere il suo triste destino meno doloroso.

Albero senza radici

Oggi più di 30 milioni di alberi di Natale vivi vengono venduti ogni anno, solo negli Stati Uniti. Se si pensa che basta un acro di alberi per produrre l'ossigeno quotidiano per 18 persone, la scelta di usare per Natale un albero artificiale, realizzati con PVC e altre materie plastiche non biodegradabili, può sembrare uno sbaglio. Ma anche talvolta prendere un abete vivo, soprattutto se tagliato, può risultare sconveniente soprattutto se si pensa che finite le vacanze natalizie l'albero verrà gettato. Ma ci sono diverse soluzioni per rispettare l'ambiente: se l'albero è stato tagliato, la migliore opzione è quella di portare l'abete ormai quasi morto in un centro di raccolta (la maggior parte delle comunità dispone di centri di trekking) dove è possibile abbandonare gli alberi per dare loro nuova nuova vita con il riciclo.

Albero piantato

L'albero di Natale vero in vaso è sempre la soluzione più sostenibile. Per chi ha un giardino o una grande terrazza, si può piantare un piccolo abete e, finiti i festeggiamento, donarlo all'associazione Friends of the Urban Forest per farlo piantare in un'area priva di verde. Altrimenti un altra soluzione rispettosa dell'ambiente per godere di un albero di Natale vero ma senza doverlo gettare una volta finite le feste, è quello di "affittare" alberi presso strutture specializzate.

La proposta di IKEA

Gli "alberi di Natale veri" hanno reali benefici ambientali, producendo ossigeno e assorbendo CO2, così aziende come IKEA forniscono la possibilità di affittarli e riportarli a vacanze concluse in modo da ripiantare l'abete in zone che necessitano l'inverdimento. "Riconsegnandolo, insieme allo scontrino di acquisto, tra il 5 ed il 14 gennaio 2018", si legge sul sito di IKEA, "riceverai un buono di importo pari al prezzo di acquisto, spendibile dal 5 al 31 gennaio 2018. Per ciascun abete restituito, IKEA contribuirà con €2 a realizzare assieme a AzzeroCO2, società di Legambiente e Kyoto Club, un progetto di forestazione in un’area del “Comune di Eraclea” (VE) certificata secondo lo standard di gestione forestale sostenibile FSC – Forest Stewardship Council".

Il modello di San Francisco

San Francisco ha ricevuto molta attenzione per il suo programma Rent-a-Tree , che fornisce una varietà di specie arboree alle famiglie per le festività natalizie. Possono essere addobbati a festa proprio come gli alberi di Natale artificiale o usa e getta, ma all'inizio di gennaio, la città li raccoglierà e li pianterà in un quartiere che ha bisogno di più verde. Tante altre città hanno programmi simili, basta solo fare la scelta migliore.

Albero rifugio per i pesci

Sul sito francese ZeGreenWeb viene proposta un'idea davvero originale, si tratta di usare i rami dell'abete in laghi e fiumi come habitat naturale dei pesci. Questi ultimi infatti usano i rami come rifugio e per proteggere i propri piccolo dai predatori. Inoltre l'abete attira gli insetti acquatici necessari al sostentamento dei pesci, in questo modo viene garantita la biodiversità degli ecosistemi di acqua dolce. L'idea sta avendo già molto successo negli Stati Uniti.