È ormai una tendenza mondiale quella di destinare vecchi spazi in disuso o tetti e terrazze degli edifici in città a coltivare prodotti per la tavola. Tale moda non poteva che provenire dall'America dove alcuni ristoranti di Manhattan hanno deciso di installare il proprio orto-fattoria sui tetti dei propri edifici così da garantire ai propri clienti prodotti realmente a km 0 e biologici. Il fenomeno, conosciuto come "Roof to Table", sta contagiando le tavole di tutto il mondo fino ad arrivare anche in Giappone.

Roof to table

Sfruttando i principi dell'agricoltura aeroponica o idroponica, sempre più tetti in città, o edifici non utilizzati, vengono trasformati in vere e proprie fattorie verticali. Gli chef di tutto il mondo possono finalmente coltivare i prodotti necessari ai propri menù e portare in tavola piatti controllati dalla produzione alla lavorazione. L'agricoltura urbana, utilizzando una percentuale di acqua molto inferiore rispetto a quella tradizionale, è ideale anche in posti colpiti da grandi siccità come la California, ad esempio. Intanto è New York a presentarsi con il maggior numero di ristoranti che utilizzano l'agricoltura aeroponica per i propri prodotti. RL King, lo chef del The Heath e Gallow Green al The McKittrick Hotel, prevedono di coltivare circa 70 – 80 libbre di pomodori a settimana, e dai 10 ai 15 chili di basilico quest'anno, oltre ad aver raggiunto già l'anno scorso grosse quantità di lattuga, zucca, cetrioli, cavoli e rucola per il proprio ristorante. Tali tecniche di coltivazione alternativa, oltre ad assicurare sulla tavola prodotti biologici, controllati e a km 0, contribuiscono fortemente al piano d'azione per combattere il riscaldamento globale.

L'agricoltura aeroponica ed idroponica

A differenza dell'agricoltura tradizionale, l'agricoltura aeroponica ed idroponica costituiscono alternativi processi di sviluppo delle piante senza bisogno di terreno o di acqua. Grazie a sostanze nutritive specifiche per le piante, spruzzate sulle loro radici nude, ad un uso dell'acqua inferiore anche del 90 per cento in meno dell'agricoltura tradizionale, e ad un substrato inerte che sostituisce la terra, è possibile coltivare in qualsiasi luogo e condizione, da ambienti abbandonati ed in disuso a tetti di metropoli inquinate. Anche Microsoft ha raccolto la sfida, conducendo un esperimento di agricoltura urbana che utilizza una combinazione di torri aeroponiche e idroponiche per coltivazioni indoor grazie a macchinari automatizzati, e guidati da uno schermo, chiamati Coltivatori urbani, che ospitano il prodotto e controllano l’irrigazione, i cicli di luce e la ventilazione per far crescere al meglio le piante. Microsoft, come tanti ormai, punta su coltivazioni indoor per evitare il rischio di attacchi di parassiti e dunque limitare l'uso di pesticidi.

Coltivazioni aeroponiche ed idroponiche nel mondo

Il Barclays Centre a Brooklyn diventerò il più grande tetto verde installato su un palazzetto dello sport degli Stati Uniti. Anche la Francia ha aderito a tale tendenza stabilendo per legge che tutti i tetti dei nuovi edifici in zone commerciali fossero coperti in parte o in toto da piante o pannelli solari. In Giappone una vecchia fabbrica Toshiba destinata alla produzione di floppy disc, oggi in disuso, è stata trasformata in un centro per la coltivazione di lattuga. Altri piani di riconversione analoghi sono in corso a Dubai e Singapore. Questa tendenza alimentare urbana contribuisce a ridurre l'impronta di carbonio lavorando significatamente alla salvaguardia del Pianeta per questa generazione e la prossima.

Lo stabilimento Toshiba di Yokosuka in Giappone trasformato in un centro per la coltivazione idroponica di lattuga.
in foto: Lo stabilimento Toshiba di Yokosuka in Giappone trasformato in un centro per la coltivazione idroponica di lattuga.