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Coriandoline, il quartiere progettato dai bambini per i bambini

In provincia di Reggio Emilia c’è un piccolo quartiere progettato interamente dai bambini per i bambini (ma anche per gli adulti). Si chiama Coriandoline, si trova a Correggio ed è l’unico in Italia. Qui le strade sembrano serpenti e i lampioni sono uccelli; le case sono trasparenti, morbide, dure o con il tetto sugli alberi, per creare un luogo magico e giocoso dove tutti vorrebbero vivere.
A cura di Clara Salzano
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“Le case possono parlare / se qualcuno ha tempo e voglia / di starle ad ascoltare. Naturalmente / bisogna fare / la domanda giusta.”, scriveva Gianni Rodari nella Grammatica della fantasia e le case di Coriandoline a Correggio, in provincia di Reggio Emilia, se qualcuno volesse ascoltarle, ne avrebbero di storie da raccontare. Coriandoline è proprio il nome di queste particolari case che sono amiche dei bambini e delle bambine perché progettate da loro per creare un luogo magico e giocoso in cui vivere.

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La storia delle Coriandoline ha inizio nel 1995, quando la cooperativa Andria (dal nome di una delle città invisibili di Italo Calvino) decide di realizzare a Correggio un quartiere unico in Italia perché progettato interamente dai bambini per i bambini (ma anche per gli adulti). L'architetto Luciano Pantaleoni è stato l'ideatore del progetto insieme alla pedagogista Laura Malavasi, che a Correggio hanno voluto dare vita ad un esperimento per creare un quartiere plasmato  dai desideri dei bambini. Per il progetto sono state coinvolte dodici scuole del paese, settecento bambini, cinquanta maestre, due pedagogiste e altre venti persone tra architetti e ingegneri, “pedarchietti e archigogisti” (come preferiva chiamarli Pantaleoni).

Nel quartiere di Correggio disegnato dai bambini le strade sono serpenti e i lampioni sono uccelli. Il progetto di Coriandoline si ispira ai principi dell’architetto olandese John Habraken e di Gianni Rodari ma le case dovevano essere pensate per essere costruite e vissute, per cui i disegni sono sì frutto della fantasia ma realistici. Nel quartiere troviamo la casa trasparente “così quando piove si può vedere fuori lo stesso”; la casa morbida dentro, fatta di muri curvi con lo scivolo vicino alle scale; la casa “dura, perché se viene il terremoto non si rompe”; la casa “con il tetto sugli alberi” e la casa “preziosa” e la casa-fienile “come quella del nonno”; la casa castello e la casa magica. Ci sono campanelli decorati con i nomi degli abitanti, gatti compresi.

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Se fosse stato chiesto agli adulti di progettare la propria casa avrebbero pensato solo alle volumetrie e metrature o altri aspetti noiosi; i bambini sono riusciti invece a creare un luogo unico al mondo dove è bello vivere. Ci sono voluti cinque anni di lavoro per realizzare le Coriandoline ma il progetto della cooperativa Andria si è aggiudicato il Premio Peggy Guggenheim Impresa & Cultura: “Per la scommessa coraggiosa e poetica di leggere il mondo quotidiano attraverso gli occhi dei bambini e per aver valorizzato, nella concretezza del fare casa, sogni e progetti d’una migliore qualità della vita”.

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