La notizia dell'arrivo alla Regione Liguria dell'architetto Renzo Piano con un plastico del nuovo ponte di Genova ha già fatto il giro del mondo. In tanti, dal governatore Giovanni Toti al Sindaco Marco Bucci, fino anche agli stessi cittadini di Genova, hanno accolto il progetto dell'architetto genovese con grande favore. Renzo Piano ha regalato il disegno di un ponte leggero che sia un omaggio alle vittime del crollo del Viadotto Polcevera. La proposta dell'architetto genovese non è l'unica idea di progetto avanzata per la rinascita di Genova. Tra le varie voci è emersa quella dell'Ing. Pierangelo Pistoletti, contattato dalla società Autostrade per l'Italia per preparare un ventaglio di proposte sulla ricostruzione del Ponte Morandi. E c'è anche chi, come l'Ing. Edoardo Cosenza, componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, massimo organismo tecnico del MIT, propone di recuperare il Ponte Morandi e preservarne il ricordo.

Il progetto dell'Ing. Pistoletti

Pierangelo Pistoletti è l'Ingegnere contattato da Autostrade per presentare una serie di proposte per il nuovo ponte di Genova. L'Ing. Pistoletti sta lavorando nel suo studio alla Seteco Ingegneria, l'azienda genovese che ha fondato nel 1991 e che è specializzata nella progettazione di strutture metalliche e soprattutto viadotti stradali e ferroviari. Pisano di origine e genovese di adozione, dove insegna all'Università, Pistoletti è considerato uno dei massimi progettisti di ponte in acciaio. La sua proposta per il ponte di Genova è infatti un ponte realizzato in acciaio che richiami le soluzioni estetiche e formali del Viadotto Morandi. Niente calcestruzzo dunque, se non forse nelle solette. Il nuovo ponte potrebbe ricordare quello di Morandi con una parte strallata, dove era strallato il Viadotto Polcevera, e una parte più continua verso Ponente. Inoltre il nuovo ponte sarà adeguato alle normative in vigore per cui avrà le corsie di emergenza e le barriere antirumore per garantire la massima sicurezza. L'Ing. Pierangelo Pistoletti prevede che un ponte del genere possa essere realizzato entro la fine del 2019.

Il progetto dell'Ing. Cosenza

Per l'Ing. Edoardo Cosenza non è necessario realizzare un nuovo ponte a Genova. Seppur il degrado della rimanente parte del Ponte Morandi sia evidente, l'iconica struttura di Genova può essere recuperata. La sua proposta è quella di un Ponte della Memoria che conservi il ricordo del ponte realizzato da Riccardo Morandi e che contempli, per il tratto di ponte crollato, la ricostruzione secondo le tecniche ingegneristiche più moderne. Per descrivere il Ponte della Memoria ci affidiamo alle parole scritte dallo stesso Ing. Cosenza sul suo profilo Facebook:

Qualunque sia lo stato di degrado della rimanente parte del Ponte Morandi di Genova, a mio parere il recupero si può fare. E se potessi decidere io: si deve fare.

Nulla in generale contro gli abbattimenti e le ricostruzioni, anzi in Italia si usano pochissime volte ed è un male. Anche le strutture si possono ed a volte si devono rottamare.

Ma la struttura di Riccardo Morandi nella sua semplicità si presta a qualunque rinforzo. Ed a tornare a nuova vita.

Le pile (diciamo in generale gli elementi subverticali della struttura) sono degradate? Si rimuove il calcestruzzo superficiale, si trattano le armature che credo siano solo esterne, si ripristina il tutto con malte ed a mio parere si rinforza pure significativamente con materiali fibrorinforzati, soprattutto per aumentare il confinamento. Più resistente e più durevole.

Problemi agli stralli rimanenti? Non credo perché sono stati cambiati di recente. Se ricordo male ed invece qualcuno non è stato ancora sostituito, lo si può fare tranquillamente.

Problemi nelle travate e nelle solette? Sono casi comuni, direi interventi standard. Le stesse vanno irrigidite per problemi dinamici? Anche questo non è complicato, specie con il ponte non in esercizio.

Il Ponte deve rimanere per ricordo della grande ingegneria e dei problemi dell'ingegneria, della manutenzione ecc. E in memoria delle povere vittime.

E anche per non sprecare altro denaro. Che certo deve andare per altre opere, non per far risparmiare il Concessionario.

Poi sulla parte da ricostruire, anche spazio alla fantasia ingegneristica, oppure che lo si rifaccia uguale ma con tecniche modernissime. Per me su questo va bene qualunque idea.

Questo è il mio modesto pensiero. Abbattere solo per abbattere? Come simbolo politico? Per me: no grazie.

A me piacerebbe che rimanesse come il Ponte della Memoria.