È dalla fine del XIX secolo che le donne, a partire dalla Finlandia, sono state ammesse nelle scuole di architettura. Da allora di strada se ne è fatta ma solo negli ultimi anni le donne hanno ottenuto un maggiore riconoscimento ed importanza in campo architettonico: Zaha Hadid è stata la prima donna a vincere il premio Pritzker nel 2004, seguita da Kazuyo Sejima nel 2010 (unitamente al suo socio di studio Ryue Nishizawa). La stessa Zaha Hadid, scomparsa lo scorso anno, lamentava la mancanza di parità di genere in architettura, affermando che "nonostante le campagne contro la discriminazione sul posto di lavoro, l'architettura è ancora un mondo di uomini.". In occasione della Festa delle donne, almeno per un giorno, vogliamo sovvertire questa regola ricordando alcune delle donne più importanti dell'architettura che sono riuscite a cambiare il mondo che ci circonda:

1. Gae Aulenti

Gae Aulenti rappresenta una delle figure centrali della ricerca architettonica della nostra storia contemporanea. Famosa per i suoi interventi prettamente urbanistici e architettonici, Gae Aulenti, si è distinta nel campo dell’allestimento e del restauro architettonico, nell’architettura d’interni, specializzandosi in design industriale, e in campo urbanistico. Allieva di Ernesto Nathan Rogers, aveva ereditato pienamente il suo insegnamento, al punto da considerare arredamento e urbanistica come gli estremi dell’attività di un architetto moderno. Non a caso l’attività della ‘Signora dell’Architettura italiana’ ha ruotato attorno a queste due polarità, ottenendo riconoscimenti in entrambi i campi, dall’architettura, al design e alla progettazione degli spazi.

2. Lina Bo Bardi

Lina Bo Bardi è stata un architetto di origine italiana e brasiliana, particolarmente conosciuta per il suo uso espressivo dei materiali e la sua esplorazione permanente delle possibilità sociali del design.

3. Beatriz Colomina

È uno degli storici dell'architettura più importanti del mondo, la ricerca di Colomina si concentra sul rapporto tra architettura e media. Alla Princeton University School of Architecture ha fondato il programma di laurea della scuola "Media e modernità". "L'architettura moderna", ha scritto una volta, "diventa solo moderna, con il suo impegno con i media." Il suo lavoro è una lettura obbligatoria per chiunque sia interessato a più ampie questioni della modernità.

4. Odile Decq

Odile Decq è un architetto visionario. Famoso è il suo "fantasma ristorante" sul celebre Opera Garnier di Parigi, con forme biomorfe rosse e bianche che sfidano il soffitto del teatro dell'opera a volta tipico beaux Arts. Al "Phantom ristorante," stili vecchi e nuovi partecipano in una sorta di danza che esalta il dramma di ciascuno.

5. Ray Eames

Insieme con il marito, Charles Eames, Ray Eames (1912 – 1988) ha definito il design modernista per generazioni di americani e non solo. Iconica è la sua poltrona Eames, ma è conosciuta anche per la costruzione della Casa Eames a Los Angeles interamente in parti in acciaio prefabbricati destinati alla costruzione industriale. L'edificio, che sarebbe servita come casa della coppia e studio per decenni, è stato completato in pochi giorni, rovesciando le idee di lunga data circa l'efficienza e la qualità.

6. Anna Gili

Anna Gili è una designer e artista italiana conosciuta in tutto il mondo. Molti suoi prodotti sono presenti nelle case di tutto il mondo. Particolare è il suo sodalizio lavorativo con Alessandro Mendini, uno dei designer italiani più famosi nella storia e nel mondo, che si ispira proprio al volto e ai lucenti capelli neri di Anna Gili quando disegna l'iconico cavatappi Anna G. per Alessi.

7. Zaha Hadid

Zaha Hadid ha condizionato e segnato la storia dell'architettura. È stata una delle prime donne ad affermarsi a livello internazionale nel settore, tanto da ricevere innumerevoli riconoscimenti, ultima ma non meno importante la medaglia d'oro del Royal Institute of British Architects, uno dei più prestigiosi riconoscimenti inglesi. Zaha Hadid in Italia ha realizzato opere che hanno cambiato il volto delle città: in primis menzioniamo il Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il Maxxi, completato nel 2010; si è affermato come uno dei più importanti musei di arte contemporanea al mondo non solo per la collezione di opere permanente e temporanee che espone, ma soprattutto per l'avveniristica forma che ha segnato e caratterizzato la zona di Roma dove sorge. Zaha Hadid è stata la prima donna ad essere premiata con il Pritzker Prize.

8. Lilly Reich

Lilly Reich è stata una designer modernista tedesca più conosciuto per le sue collaborazioni con Mies van der Rohe. Molte persone non sanno che lei è stato co-creatrice, non solo collaboratrice, nel design della sedia di Barcellona, un mobile che rimane un simbolo di eleganza e raffinatezza nella storia del design.

9. Kazuyo Sejima

Kazuyo Sejima di SANAA è stata la seconda donna a vincere il Pritzker Prize. La sua architettura dimostra quanto può essere fatto con semplici elementi geometrici, come nel New Museum di New York, uno degli edifici più suggestivi sulla Bowery.

10. Allison Williams

Nel corso della sua carriera pluridecennale, Allison Williams ha lavorato su molti progetti importanti per alcune delle maggiori aziende di alto profilo del mondo, tra cui San Francisco Perkins + Will e AECOM , dove attualmente lavora come Design Director.

Nonostante tali esempi di successo, un sondaggio di The Women in Architecture ha rivelato che nel 2016 una donna su cinque, tra le oltre 1.152 esperienze di donne in tutto il mondo, non consiglierebbe una carriera in architettura. Uno dei fattori principali di tale scelta è dovuta alle discriminazioni che la donna continua a dover subire nel settore, in primis la disparità di retribuzione tra uomini e donne. Il quaranta per cento delle donne in tutto il mondo ritiene che se fosse stata di sesso maschile sarebbe stata pagata di più sul lavoro. Continuano a registrarsi casi di discriminazioni sessuali nei confronti delle donne e quasi tre quarti delle donne intervistate (il 72%) nel settore architettonico ammette di aver subito discriminazione sessuale, molestie o ritorsioni nel corso della loro carriera in architettura. Inoltre si è rilevato che un'alta percentuale di donne in architettura non ha figli, quasi il 75 per cento. Ci auguriamo che presto questi dati possano essere sovvertiti o negati ed è per questo che le donne continueranno a lottare per avere pari opportunità e dignità in qualsiasi luogo di lavoro.