Era il 2013 quando Damien Hirst, in occasione dell’inaugurazione della mostra ‘Relics', la sua prima personale in Medio Oriente, mostrava quattordici sculture in bronzo massiccio che racconta la gestazione di un feto, dal concepimento alla nascita, all’esterno del Sidra Medical and Research Centre di Doha, in Qatar. Commissionato dal Qatar Museums Authority, ‘Il viaggio miracoloso' mostra delle enormi figure in ordine cronologico, durante la metamorfosi dal loro sviluppo iniziale. Da allora le sculture sono state coperte da un velo per poi essere svelate di recente, in concomitanza con l'apertura del Sidra Medical and Research Centre.

Con altezza variabile tra i 5 e i 14 metri, The miraculous journey è un'installazione gigantesca che fa molto discutere. L'installazione è considerata una mossa particolarmente audace da parte di Sheikha al Mayassa Hamad bin Khalifa al-Thani, 35 anni, presidentessa del Qatar Museums Authority e sorella del nuovo emiro di questo stato ricco di petrolio e di gas. In Qatar le immagini delle donne vengono regolarmente censurate nei libri e nelle riviste, anche la rappresentazione della forma umana è insolita. Ma per Sheikha "Avere quest’arte è meno audace che mostrare la nudità femminile. C'è un versetto del Corano, il miracolo della nascita," ha detto. "Ciò non è contro la nostra cultura o la nostra religione".

In un paese del Golfo Persico, come il Qatar, in cui le donne locali rimangono legate a secolari tradizioni islamiche, indossando l'abaya (un lungo mantello) e il niqab (che copre il volto), l’installazione di Damien Hirst è stata accolta da non poche polemiche ma anche dalle reazioni positive dei Movimenti per la Vita. L'installazione, oltre ad essere educativa, è intesa come una celebrazione della vita. Il Qatar Museums Authority (QMA) da oggi segna un momento storico nel programma di Arte Pubblica di Doha e del paese.