Quasi tutto in casa ha una certa dimensione: il letto matrimoniale ha una larghezza di 1,8 metri e lunghezza di 2 metri mentre il singolo misura 90centimetri per 2 metri. Le misure standard di un divano prevedono un'altezza di seduta da terra di 40 centimetri e una profondità di 90 – 100 centimetri. La cucina ha un'altezza di piano di lavoro di 90 centimetri da terra e una lunghezza indicativa di 2,3 metri. Ma vi siete mai chiesti come mai si usano e si consigliano queste dimensioni standard per i mobili della casa?

In base alle misure standard dei mobili si progettano e si definiscono anche le dimensioni delle stanze di una casa: è facilmente comprensibile l'importanza che rivestono gli standard per l'arredamento. Quando si affronta infatti un trasloco, l'affitto o l'acquisto di una nuova casa, ci si scontra spesso con tutta una serie di necessità che riguardano l'arredamento degli spazi interni. Si scopre infatti che i mobili come le stanze hanno delle dimensioni standard la cui definizione deriva da una precisa volontà di semplificare la vita dell'uomo. Le dimensioni dei mobili infatti vanno ben oltre le semplici proporzioni estetiche e fanno riferimento invece a precise esigenze di comfort e praticità dell'uomo: la profondità e l'altezza di un divano possono determinare la comodità di una famiglia mentre guarda un film; mentre una sedia troppo bassa può condizionare un pranzo.

Chi ha inventato le dimensioni standard?

In tutto il mondo si utilizzano delle misure universalmente riconosciute per gli arredi o per gli spazi di una casa. Seppur molti possono pensare che queste dimensioni standard siano sempre esistite o che siano state stabilite dalla normativa, in realtà è merito di un architetto tedesco se esiste questa categorizzazione: l'inventore delle dimensioni standard in arredamento si chiama Ernst Neufert e la sua invenzione risale al 1922. In quel anno il governo tedesco aveva deciso di standardizzare il formato della carta da ufficio. Questa scelta apparentemente semplice ha avuto invece delle conseguenze rivoluzionarie. Per la prima volta libri, documenti e fascicoli avevano tutti la stessa dimensione in modo da facilitare la stampa, il trasporto e l'archiviazione del materiale cartaceo.

Le dimensioni uniformi per i libri hanno portato a librerie standard, scrivanie standard, mensole standard, e così via. Questa è stata la grande intuizione di Ernst Neufert: le librerie, le scrivanie potevano essere progettate e realizzate per contenere perfettamente tutta la carta di cui avevano bisogno, senza perdere un centimetro; anche gli uffici potevano essere progettati per adattarsi perfettamente alle scrivanie. Così le banche, le biblioteche, gli uffici amministrativi, le case, potevano essere costruite in base agli arredi da contenere, come una catena di montaggio industriale. Gli standard servivano quindi semplificare e snellire il lavoro di progettazione e costruzione degli architetti. E anche se Neufert non è famoso come Le Corbusier e Mies van der Rohe, nonostante anche lui avesse frequentato il Bauhaus, i suoi sforzi hanno cambiato le dimensioni e la forma di gran parte della Germania del dopoguerra e del mondo intero ancora oggi. Dopo infatti aver definito le misure standard per gli arredi in base alle dimensioni della carta, l'architetto tedesco ha introdotto un nuovo tipo di mattone, così come lo conosciamo noi oggi, che semplificasse le costruzioni. È ad Ernst Neufert che dobbiamo anche l'esistenza del mattone oggi usato in tutte le costruzioni che ha facilitato il mondo dell'architettura.

Perché usiamo le dimensioni standard?

Se i formati standard della carta hanno ispirato la dimensioni di alcuni arredi, per il resto della casa è stata l'ergonomia umana a guidare la progettazione di design. L'ergonomia è infatti fondamentali in spazi dove l'uomo deve interagire con gli arredi: in cucina la persona deve muoversi in maniera comoda e con il massimo benessere. Le dimensioni dei mobili della cucina sono infatti definite in base all'altezza media di un individuo e a come effettua determinati movimenti, come ad esempio il piegamento delle gambe per aprire e chiudere il forno o un'anta. Anche nel bagno i sanitari sono progettati in base all'ergonomia umana per cui la larghezza del lavabo deve essere uguale alla distanza che esiste tra i gomiti di una persona che porta l’acqua al viso tenendo le mani a coppa, in modo da formare un triangolo lungo il quale l’acqua scorre. E questo tipo di discorso è stato fatto per tutti gli arredi che utilizziamo in casa, in ufficio o al ristorante.

Perché esistono i fuori misura degli arredi?

Naturalmente, poiché le dimensioni dell’uomo non sono tutte uguali né i movimenti delle persone sono standard, come possono esistere individui di altezza superiore alla media o con mobilità ridotta, così anche gli arredi vengono progettati e realizzati in deroga agli standard e assecondando l'ergonomia e le  specifiche esigenze dell'uomo o dello spazio al quale sono destinati.