"Sorry kids…the fairytale is over" (Ci dispiace bambini…la favola è finita) si legge sul catalogo di Dismaland il nuovo "Parco divertimenti" ideato da uno degli artisti più attivi e provocatori al mondo, Banksy. Definito dallo stesso street artist come un Parco di Disorientamento ("Bemusement Park" da "amusement" che in inglese significa divertimento), Dismaland ha inaugurato il 22 agosto a Weston-Super-Mare, una località balneare vicino a Bristol, nel Somerset, nel Regno Unito, e resterà aperto al pubblico solo per cinque settimane, fino al 27 settembre 2015. 4000 spettatori al giorno si ritrovano all'interno di questo ironico parco giochi, che strizza l'occhio al più famoso Disneyland. Tra questi 4000 anche noi ci siamo recati lì dove Banksy ha messo in scena il suo personale concetto di divertimento, sarcastico e pungente, con dieci sue nuove opere d'arte accanto a quelle di 58 artisti da lui stesso invitati a partecipare al primo "parco a tema non adatto ai bambini".

A Dismaland le favole si trasformano in incubi e le immagini patinate dei tradizionali parchi divertimento in stile Disney si vestono di ironia e realismo puntando il dito contro le contraddizioni più evidenti del nostro tempo. Al Bemusement Park di Banksy non manca apparentemente nulla per essere un normale parco giochi: c'è la ruota panoramica, il castello delle fiabe, la giostra coi cavalli, una capsula del tempo, il chiosco acchiappa-premi, persino il laghetto delle ninfee e un video promozionale sulla falsa riga delle vere pubblicità dei parchi divertimento, ma tutto è ovattato da un macabro senso dell'humor. Così nel castello delle fiabe Cenerentola dopo il ballo ha avuto un incidente con la carrozza perché correva troppo veloce e i paparazzi non si sono fatti mancare lo scoop; nella giostra coi cavallucci la velocità dei giri diventa da brividi e ci si accorge che dal soffitto penzola un cavallo impiccato; la statua della Sirenetta Disney è un frame sbiadisco e confuso come se i pixel non fossero stati messi a fuoco; il chiosco dei premi regala oggetti dell'orrore; le macchine da pilotare a distanza sono gommoni carichi di profughi alcuni dei quali nell'impatto trovano la morte in quello stesso lago da gioco; e durante tutta la giornata il sottofondo musicale del parco è il gingle di canzoni tipiche da parco giochi ma rallentate o interferite.

Tutto è curato nei minimi particolari per porre interrogativi su alcuni temi scottanti della nostra epoca e non c'è pretesto migliore del gioco per provocare con intelligenza. Banksy lo fa con ammirevole ed efficace eleganza. Si passa dal riso all'indignazione, dal divertimento alla riflessione in pochi istanti. Tutte le opere esposte, i giochi e le installazioni si rivelano brillanti nel messaggio comunicativo. E il palco da concerto rock diventa un grande schermo su cui viene proiettato il meglio dei cortometraggi di arte di denuncia che si possono ammirare comodamente seduti su una sdraio sorseggiando birra. Il tendone da fiera diventa la galleria per esporre le opere degli artisti invitati da Banksy, tra cui anche il celebre Damien Hirst che mette in scena una personale stanza della magia con tazze e bricchi umanizzati, ispirati alla Bella e la Bestia ma con un tocco da Famiglia Addams, e con conigli morti che escono dal cilindro. E all'esterno di questo grande parco giochi da incubo la vita scorre normalmente a Weston-Super-Mare, una piccola località sul mare d'Inghilterra, fangoso e lontano, dove Banksy trascorreva le vacanze da bambino. Qui le famiglie passeggiano sulla battigia e mangiano zucchero filato, la ruota panoramica (quella vera però!) gira a ritmo di musica pop e luci da discoteca, gli edifici sono piccoli castelli con vista mare e di tanto in tanto arriva il circo a "divertire" davvero tutti.