Fuksas ©Aki Furudate
in foto: Fuksas ©Aki Furudate

Degli architetti siamo abituati a vedere le opere, quelle concepite per gli altri e per le vite degli altri. Ma dove vivono gli architetti, o meglio, cosa sono e come sono le loro case? Un riflesso preciso della loro poetica progettuale, una sperimentazione assoluta o qualcosa d’altro? É naturale chiedersi, se non inevitabile, in che case vivono le persone che per mestiere realizzano le case degli altri, e al Salone del Mobile 2014 si cercherà di soddisfare questa curiosità.

Mario Bellini ©Davide Pizzigoni
in foto: Mario Bellini ©Davide Pizzigoni

La mostra evento “Dove vivono gli architetti” sarà ospitata al padiglione 9 di Fiera Milano-Rho, dall’8 al 13 aprile, e vedrà protagonisti importanti nomi dell’architettura mondiale. Attraverso installazioni ispirate ai diversi modi di immaginare lo spazio domestico, la mostra, appositamente pensata per la 53a edizione del Salone Internazionale del Mobile, racconta in esclusiva “le stanze” private di otto tra i più autorevoli esponenti del mondo dell’architettura internazionale: Shigeru Ban, Mario Bellini, David Chipperfield, Massimiliano e Doriana Fuksas, Zaha Hadid, Marcio Kogan, Daniel Libeskind e Bijoy Jain/Studio Mumbai.

La mostra è un viaggio dall'Italia di Mario Bellini al Giappone di Shigeru Ban, passando per l'America Latina di Marcio Kogan, passando per l’Inghilterra di Zaha Hadid, attraverso otto installazioni, di centro metri quadrati l’una, che raccontano come cambiano i luoghi dell’abitare nelle diverse culture. Senza cadere in un lavoro voyeristico o di fedele ricostruzione, le abitazioni sono rappresentate da alcuni dettagli scelti come chiave di lettura della casa e del suo proprietario. Attraverso video e racconti dell’architetto si è cercato inoltre di restituire al visitatore l’atmosfera dei luoghi esposti.

Zaha Hadid ©Davide Pizzigoni
in foto: Zaha Hadid ©Davide Pizzigoni

Mario Bellini ha aperto le porte della sua abitazione milanese e si è fatto fotografare seduto nella sua scenografica scala-libreria, alta nove metri. La casa di Daniel Libeskind a New York è piena di libri, testimonianza dei suoi viaggi, della sua vita sempre in movimento e del passaggio da una cultura europea a una americana. Massimiliano e Doriana Fuksas hanno invece scelto la loro casa di Parigi, su Place des Vosges, che è diventata la loro patria di elezione visto che proprio nella capitale francese hanno avuto le loro prime grandi committenze pubbliche con il governo Mitterrand.

Jain–Studio Mumbai ©Francesca Molteni
in foto: Jain–Studio Mumbai ©Francesca Molteni

"Lo scrittore Curzio Malaparte aveva battezzato ‘Casa come me' la sua villa sull’isola di Capri, che è infatti un racconto intimo e privato, che ricerca nei dettagli e negli spazi della quotidianità i segni e le tracce del modo di vivere l’architettura in culture e contesti diversi. E prendendo spunto anche dall’affermazione di Richard Rogers “a room is the beginning of a city”, le residenze abitate dai massimi architetti contemporanei diventano espressione di una visione e di una poetica architettonica esemplificativa della cultura dell’abitare oggi", spiega Francesca Molteni, curatrice della mostra con Davide Pizzigoni, co-curatore, architetto e scenografo.

Chipperfield ©Ute Zscharnt for David Chipperfield Architects
in foto: Chipperfield ©Ute Zscharnt for David Chipperfield Architects

“Dove vivono gli architetti” affronta il tema della casa, attraverso la lettura iconica e paradigmatica delle “stanze” degli architetti, che può diventare l’avvio di una riflessione trasversale sulle modalità, le esperienze e le tendenze dell’abitare contemporaneo. Il risultato è uno spazio espositivo interattivo attraverso il quale scoprire la cultura dell’abitare, le scelte e le ossessioni degli architetti. “Obiettivo della mostra – spiega il presidente Luti – è di conoscere da vicino coloro che stanno cambiando il volto delle nostre città, la configurazione del paesaggio globale e l’immaginario collettivo, e suggerire nuovi modi di progettare gli ambienti domestici".

Kogan Photo©Romulo Fialdini Architecture©studio mk27, Marcio Kogan
in foto: Kogan Photo©Romulo Fialdini Architecture©studio mk27, Marcio Kogan