All'incrocio tra Europa, Asia e Africa, Dubai offre già diverse attrazioni e ragioni per essere visitata. Ma dal 1 gennaio 2018 se ne aggiunge un'altra: si tratta di Dubai Frame, la cornice più grande del mondo. Dubai Frame è stata già nominata tra le migliori nuove attrazioni del mondo nel 2018, pur essendo stata inaugurata solo il 1 gennaio. La posizione dell'enorme cornice, nell'area di Zabeel Park, è stata accuratamente scelta per offrire ai visitatori la migliore vista della vecchia e della nuova Dubai.

La cornice

Dubai Frame è una cornice così grande da riuscire a comprendere la vista di tutta la città al suo interno. La struttura consiste in una cornice di 150 metri di altezza, larga 93 metri, attraverso la quale è possibile ammirare alcuni dei punti di riferimento più importanti e famosi della moderna Dubai come le Emirates Towers e il Burj Khalifa. Dalla Dubai Frame si riesce ad osservare non solo i simboli della città contemporanea ma anche le parti più vecchie della città come Deira, Umm Harare e Karama. L'intero progetto è costato 160 milioni di Dhs.

Il progetto

L'enorme cornice è stata progettata dal pluripremiato architetto Fernando Donis, lo stesso delle Porsche Design Towers di Dubai e della Dubai Renaissance Tower. Il progetto ha visto la realizzazione di due torri collegate da un ponte di 100 metri quadrati, con un pannello vetrato al centro che consente una vista a 360 gradi sulla città. Decorata con un motivo dorato ispirato a Dubai 2020, la cornice è stata inaugurata proprio in vista dell'Expo che la città ospiterà tra due anni. Al piano terra della struttura è stato allestito un museo sulla trasformazione di Dubai da villaggio di pescatori a metropoli.

La polemica

Dubai Frame si candida ad essere una delle principali destinazioni turistiche della città, come il Burj Khalifa e il Burj Al Arab. Ma la gigantesca opera non è nata senza controversie: dopo aver vinto un concorso internazionale per la progettazione, organizzato dalla società di ascensori tedesca Thyssen Krupp in collaborazione con l'Unione internazionale degli architetti (UIA), e con il sostegno dell'UNESCO, l'architetto Fernando Donis è stato estromesso dal progetto. Secondo l'architetto l'emirato avrebbe voluto fargli firmare un documento che gli impedisse di andare sul cantiere, gli intimasse di consegnare la proprietà intellettuale del progetto e gli impedisse di promuovere il lavoro. Al rifiuto di Danis, l'Emiro ha semplicemente assunto un nuovo consulente. Nonostante l'architetto messicano abbia citato in giudizio gli Emirati Arabi depositando i documenti alla corte federale degli Stati Uniti, la causa non è mai stata aperta perché negli Emirati valgono regole differenti sui contratti di lavoro. Oggi Fernando Donis si dice in ogni caso soddisfatto di come il progetto è stato realizzato.