Tutti ricorderanno sicuramente la scena del film "Pretty Woman" in cui la giovane Julia Roberts è alle prese con il galateo della tavola e la difficoltà di riconoscere le giuste forchette per il pasto. Probabilmente sarà capitato anche a tanti di imbattersi nelle stesse perplessità circa che forchetta usare per la cena, a quattro, tre o due punte? Da destra verso sinistra o viceversa? Siamo abituati ad usare le posate tutti i giorni ma vi siete mai chiesti come mai esistono così tanti tipi di forchette, perché si producono forchette dal design differente e come bisogna utilizzarle a tavola. In questo articolo cercheremo di dare risposta a tutte i dubbi e le curiosità che riguardano lo sconfinato mondo della forchetta.

Come si chiamano i denti della forchetta

Innanzitutto bisogna sapere che le forchette, a prescindere dalla diversa forma che possono avere, si differenziano in base al numero di punte che hanno. Le punte o denti delle forchette si chiamano rebbi, sono disposte a pettine e servono per raccogliere o infilzare gli alimenti durante un pasto. Il numero dei rebbi di una forchetta e la loro forma qualifica ogni forchetta e la sua funzione, che sia per la frutta, la carne o l'insalata.

Storia della forchetta

L'esistenza della forchetta è testimoniata sin dall'antichità; non vi sono documenti certi ma pare che la sua invenzione sia risalente al IV secolo d.C. nell'Impero Romano d'Oriente anche se non si tratta della forchetta così come oggi noi la conosciamo. Gli antichi greci e romani per mangiare usavano soprattutto le mani; nelle famiglie più ricche al massimo c'era l'usanza di indossare dei ditali d'argento per evitare di sporcarsi le dita. Le forchette che si conoscevano e usavano nell'Impero d'Oriente erano soprattutto a due o tre punte e servivano per infilzare il cibo. È proprio dall'Impero bizantino che si introdusse in Occidente la forchetta, intorno al 1000 d.C. La diffusione in Italia della forchetta si ebbe nel XIV secolo sotto il Regno di Napoli, anche se il suo uso era ancora mal visto sia dalla Chiesa che in paesi come la Francia. Solo nel 1700 si iniziò a considerare comune l'inserimento a tavola della forchetta. sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone, che venne ideato il modello di forchetta a quattro rebbi, così come lo conosciamo oggi, ad opera del ciambellano di corte Gennaro Spadaccini.

L'invenzione della forchetta a quattro punte risale al 1770,  sotto il regno di Ferdinando IV di Borbone, così come lz conosciamo oggi, ad opera del ciambellano di corte Gennaro Spadaccini. Il design a quattro rebbi è da attribuirsi ad uno studio sulla maggiore facilità di prendere il cibo e accompagnarlo alla bocca: le forchette a due o tre punte erano perfette per infilzare il cibo ma non per raccoglierlo; inoltre spesso risultavano scomode per portare il cibo alla bocca. Nel tempo sono state realizzate forchette anche con cinque o sei rebbi ma erano troppo grandi per introdurre il cibo in bocca. La forchetta a quattro punte è invece ideale sia per raccogliere il cibo, che non necessita di essere infilzato, e sia per accompagnare il cibo alla bocca.

Perché alcune forchette hanno tre punte

Il differente numero di rebbi nelle forchette è da attribuirsi ad un cambiamento degli usi e costumi a tavola. Le prime forchette introdotte nell'Impero Romano d'Oriente erano a due punte, erano una derivazione in miniatura degli strumenti agricoli e venivano usate solo per infilzare i cibi e nel caso tenerli fermi per tagliarli. L'introduzione di numeri maggiori di rebbi si spiega con l'uso a tavola di pietanze differenti che non dovevano per forza essere infilzate o bloccate, ma raccolte e accompagnate alla bocca. La presenza nel servizio da tavola, ancora oggi, delle forchette a tre rebbi, per il dolce e talvolta per l'insalata di contorno, si spiega appunto con i differenti tipi di alimenti che si usano a tavola: sia il dolce che le foglie di insalata (e talvolta anche la frutta), non necessitano di essere raccolti o tagliati ma possono essere anche solo infilzati per essere portati alla bocca. Anche la forchetta del pesce può avere solo tre rebbi, di cui quello centrale è più corto perché serve a facilitare la pulizia del pesce. L'unica forchetta che conserva il design a due punte è quella che si usa per l'escargot o per il prosciutto, proprio perchè questi cibi vanno bloccati prima di essere mangiati.

Perché la forchetta del pesce è diversa

Probabilmente in molti avranno notato che la forchetta del pesce, seppur a quattro rebbi, presenta un design e una forma delle punte completamente diversa dalla tradizionale forchetta da tavola. La forchetta del pesce avvolte può avere anche la stessa dimensione delle forchette normali ma è sempre più leggermente appiattita e presenta quattro rebbi che non iniziano sulla stessa linea e uno spazio centrale più scavato; o a tre punte con il rebbio centrale più corto. Il suo differente design è da attribuirsi alla funzione che deve svolgere: insieme al coltello del pesce, le forchette servono appuntano a semplificare la pulizia del pesce e del loro consumo. Il diverso numero di rebbi o la forma anomala è stata creare per far fare una maggiore leva sul pesce mentre si separa la pelle dal corpo. La forchetta del pesce si può distinguere anche per delle piccole tacche opzionali sui lati o per una una pinza sinistra più ampia che servono ad adattarsi meglio alle spine del pesce.

Come usare le posate a tavola

In ordine da sinistra verso destra: forchetta per escargot, forchetta del pesce, strumento per l’aragosta, forchetta da antipasto, forchetta da piatto principale forchetta da insalata; coltello da insalata, coltello da piatto principale, coltello da antipasto, coltello da pesce, cucchiaio per la zuppa, forchetta da cocktail. In alto: forchetta e cucchiaio per il dolce, coltelli per burro e formaggi, forchetta per il gelato.
in foto: In ordine da sinistra verso destra: forchetta per escargot, forchetta del pesce, strumento per l’aragosta, forchetta da antipasto, forchetta da piatto principale forchetta da insalata; coltello da insalata, coltello da piatto principale, coltello da antipasto, coltello da pesce, cucchiaio per la zuppa, forchetta da cocktail. In alto: forchetta e cucchiaio per il dolce, coltelli per burro e formaggi, forchetta per il gelato.

Anche a Julia Roberts nel film Pretty Woman viene insegnato a guardare la posizione delle posate ed il differente numero di punte delle forchette per capire come usarle a tavola. La perplessità, sans rien dire, sorge solo per le tavole di pranzi e cene formali, perché normalmente nel quotidiano si usa una o al massimo due forchette per i diversi piatti principali (primo e secondo). Il modo più semplice però, che evita anche inutili imbarazzi quando ci si trova al ristorante o ad una cena importante, è sicuramente quello di iniziare ad usare le posate dall'esterno per proseguire verso il lato interno più vicino al piatto. Bisogna sapere innanzitutto che la tavola si apparecchia ponendo le forchette a sinistra del piatto, anche se si è mancini, il coltello (con la lama rivolta verso il piatto) e il cucchiaio a destra. Le forchette si dispongono in base all'ordine di utilizzo per cui la più esterna è quella dell'antipasto, poi quella del piatto principale e infine quella dell'insalata. Le posate per la frutta e il dolce sono posizionate sempre sopra il piatto, ed è per questo che sono più corte, accanto ai bicchieri.