Città del Messico ha un nuovo padiglione progettato dell'architetto locale Gerardo Broissin. La struttura, chiamata Egaligilo, è una serra che si monta come un puzzle. Il progetto si trova sul terreno collinoso del museo di arte contemporanea di Città del Messico, il Museo Tamayo, nella foresta di Chapultepec ed è stato realizzato in occasione del festival Design Week Mexico (DWM) di quest'anno.

Egaligilo è il nuovo padiglione per il museo d'arte contemporanea Museo Tamayo di Città del Messico. Il progetto dell'architetto Gerardo Broissin contiene una particolare serra le cui pareti sono realizzate con pannelli di cemento messi insieme come un puzzle. Broissin ha creato la struttura per la Design Week Mexico (DWM) di quest'anno. Il padiglione è stato costruito in basso sul fianco della collina dove sorge il Museo Tamayo, circondato da una natura incontrastata. Il progetto spicca per le sue pareti a forma di puzzle poste su una cornice d'acciaio e caratterizzate da una serie di volumi a bolla: "Il design funge da equalizzatore delle forze tra architettura razionale e parametrica preservando al contempo un ambiente naturale all'interno", ha affermato l'architetto. "Egaligilo significa equalizzatore in esperanto, una lingua progettata per facilitare la comunicazione internazionale". Broissin ha creato il padiglione con queste pareti forati che sembrano puzzle per consentire alla luce solare, all'ossigeno e alla pioggia di entrare nel padiglione e consentire alle piante di crescere.

La serra realizzata da Broissin crea il proprio microclima che favorisce la crescita di una piccola foresta pluviale, evitando l'esposizioni agli agenti atmosferici. All'interno del padiglione entra luce e pioggia necessarie per le piante. Di notte, le luci dall'interno del padiglione, fanno sembrare la serra una lanterna nella foresta di Chapultepec. Egaligilo è stato progettato anche per essere smantellato e ricostruito facilmente altrove ed essere usato come spazio per le comunità bisognose: "Cerca di sensibilizzare sul riciclo delle strutture effimere", spiega l'architetto messicano, "e sullo scopo principale dell'architettura: favorire l'umanità".