Un viaggio unico fatto di racconti, degustazioni, presentazioni culinarie, esperienze interattive, realtà aumentata e soluzioni di alta tecnologia, coinvolgerà i turisti che visiteranno il padiglione degli Emirati Arabi uniti per l'Expo di Milano 2015. Un percorso allo stesso tempo tortuoso e sinuoso, in cui alte pareti dalla sabbia increspata, come dune, accompagnano i visitatori fino a una rampa lievemente inclinata, da dove si accede a un teatro cilindrico: ecco il progetto presentato ieri dall’architetto Norman Foster, insieme al suo team, in un’innovativa web-conference in diretta streaming da Milano, Londra e Abu Dhabi.

Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 Milano ospiterà infatti l'Esposizione Universale (che si tiene in tutto il mondo ogni 5 anni dal 1851) sotto il tema "Nutrire il Pianeta , Energia per la Vita", accogliendo 141 paesi partecipanti e le innumerevoli organizzazioni internazionali, organizzazioni della società civile e le imprese. L'obiettivo di Expo è quello di proporre soluzioni specifiche che garantiscano il diritto alla nutrizione sufficiente, sana e sicura, e la sostenibilità ambientale, sociale ed economica dell'industria alimentare.

L’idea dello studio Foster per il padiglione degli EAU è quella di creare un luogo attraente e accogliente, in grado di presentare in modo originale la storia del Paese. Nei 4.386 metri quadrati di spazio espositivo a loro disposizione, circa al centro dell'area dell'Expo, a metà del Decumano, il padiglione degli Emirati racconterà il forte rapporto che lega acqua, cibo ed energia nel Paese, dando forma al tema specifico scelto: “Food for Thought” (Cibo per la Mente).

I visitatori saranno attratti nella bocca di uno spazio simile ad un canyon, definita da due pareti ondulate di 12 metri di altezza. Influenzato dagli antichi principi antichi degli EAU, i sentieri attraverso il padiglione evocano i vicoli pedonali e i cortili della città antica nel deserto e la sua reinterpretazione contemporanea. Il paesaggio intorno al padiglione e nelle aree pubbliche aperte è progettato per evocare il terreno e la flora degli Emirati Arabi Uniti. A manifestazione conclusa, il padiglione, smontato e rimontato negli Emirati, diventerà una delle principali attrazioni di Abu Dhabi.

Ricreando l'effetto del vento nel deserto, le alte pareti curve corrono lungo tutto lo stretto lotto di progetto, per 140 metri, in una serie di onde di sabbia parallele, unificando gli spazi espositivi all'interno di un linguaggio formale dinamico studiato per evocare le creste e la trama di dune di sabbia. Una rampa conduce dolcemente dall'ingresso verso l'auditorium, fulcro centrale del padiglione. Lungo questo percorso, gli acquedotti di irrigazione che hanno tradizionalmente sostenuto l'agricoltura degli Emirati sono introdotti in forma digitale, e dispositivi computerizzati contribuiscono a far conocere la storia degli Eau lungo i vari percorsi.

“Abbiamo dovuto progettare pensando sia alle condizioni di Milano sia a quelle di Abu Dhabi – ha spiegato Gerard Evenden, l’architetto direttore del progetto e partner senior presso Foster + Partners – È stata una sfida architettonica fantastica! Il nostro obiettivo non era solamente quello di creare un edificio-icona, ma di costruire uno spazio che fosse parte integrante sia della nostra storia sia del tema".