Partendo dal tema della partecipazione – “Dalla fonte più pura” – l’Ungheria dimostrerà l’importanza della salubrità del cibo, di uno stile di vita sano e della necessità di garantire la sicurezza alimentare e la biodiversità per le future generazioni. Ideato dai progettisti Attila Ertsey, Ágnes Herczeg, Sándor Sárkány, vincitori di un concorso pubblico, il Padiglione Ungheria collaborerà con il Padiglione Italia nel corso dell’Esposizione Universale.

Il Padiglione sarà di tre piani e si estenderà su un lotto di 1.910 metri quadri. Le forme e i materiali rappresentano le linee principali dell’architettura ungherese (granaio, silos rurali, stalle) secondo i principi dell’architettura organica, sviluppatasi a metà del Novecento e basata sulle tradizioni locali, sulla comprensione delle leggi della natura, sull’esaltazione del rapporto tra l’uomo e l’universo. La zona centrale del Padiglione è ispirata all’Arca di Noè, simbolo di salvezza degli esseri viventi, mentre le due estremità laterali richiamano i tamburi sciamanici, che riportano a radici antiche evidenziando il rapporto mistico con la natura e che sono solcati dall’antico simbolo dell’albero della vita nel quel scorre l’acqua dolce naturale ungherese dalle celebri proprietà termali.

La maggior parte del materiale utilizzato per la costruzione è rinnovabile (legno, legno lamellare, cellulosa) per evidenziare il contenuto ecologico ed energetico integrato in parallelo con il risparmio energetico e l’abbattimento dell’inquinamento atmosferico. L’intero edificio inoltre sarà smontabile, ricostruibile e riutilizzabile. L’ultimo piano della costruzione ospiterà un giardino a cielo aperto così come nell’area verde esterna al Padiglione saranno coltivati 33 tipologie di frutta, verdura ed erbe mediche. Durante Expo Milano 2015 il Padiglione Ungherese organizzerà mostre ed eventi con vari focus, come le tradizioni alimentari del Paese, le relazioni storiche italo-ungheresi e altri temi di cultura contemporanea.

Così come l’Italia, l’Ungheria ha espresso l’intenzione di utilizzare il Padiglione, una volta terminata l’Esposizione Universale, per la ricerca e l’istruzione. Verrà infatti rimontato a Szombathely, al posto della Caserma degli Ussari nr. 11, come parte integrante del Centro della Tutela Creativa del Patrimonio e dello Sviluppo dei Valori.