"Serpenti rotanti"
in foto: "Serpenti rotanti"

L'uomo per natura è affascinato dai misteri e dai segreti dell'Universo. Spesso, chi è più paziente o semplicemente più curioso riesce a svelarne tanti nella corso della propria vita; altre volte certi enigmi restano irrisolti per la maggior parte delle persone. Tra questi misteri ci sono gli effetti di illusione ottica che capita di vedere riprodotti di frequente sui social o su vari siti web. Dalla spirale di Fraser, o falsa spirale, al bubo impossibile, passando per l'illusione di Jastrow, sono tanti i piccoli misteri che si celano dietro il mondo delle figure geometriche, delle linee e dei colori che cercheremo di svelarvi in questo articolo.

Una delle più celebri illusioni ottiche è la spirale di Fraser, anche detta falsa spirale: quella che infatti sembra una spirale in realtà è una figura composta da cerchi concentrici. che dà l'impressione di ruotare all'infinito intorno ad un punto centrale. Questo accade perché i cerchi sono realizzati con bande di colore non allineate. La spirale di Fraser prende proprio il nome dallo psicologo britannico James Fraser che ha studiato per primo questa illusione ottica nel 1908. Altro fenomeno ottico frequente è quello legato all'illusione periferica di deriva (PDI) descritta da Faubert e Herbert nel 1999: la reazione del cervello ai contrasti di colore e alla posizione delle forme è tale che un'immagine statica sembra essere in movimento; per individuare il meccanismo basta fissare il perimetro dell'immagine. Una variante della PDI è la rotazione di serpenti, sviluppata dal professor Akiyoshi Kitaoka nel 2003: l'immagine è costituita da diverse bande di colore che assomigliano a serpenti arrotolati; e anche se è statica, i serpenti sembrano muoversi in cerchio. Ma se si fissa un solo cerchio, gli altri si immobilizzano.

Joseph Jastrow, uno psicologo americano, ha dimostrato che due figure identiche appaiono di diverse dimensioni quando sono disposte in un certo modo l'una rispetto all'altra. Charles Cochran nel 1966 ha inventato il cubo impossibile che crea l'illusione di una profondità bizzarra a causa di collegamenti errati tra gli angoli del cubo stesso. Questa illusione attinge dal nostro naturale desiderio di voler vedere l'intero piuttosto che i singoli elementi di un disegno o di un'immagine. Blivet, o tridente impossibile, è un classico esempio di illusione ottica che non si può risolvere perché è una figura geometrica che non esiste costituita da tre cilindri da un lato che creano due rettangoli dall'altra estremità, comparsa per la prima volta sulla rivista Mad del 1965.

"The Wall Cafe"
in foto: "The Wall Cafe"

Th Wall Cafe è l'illusione ottica scoperta da Richard Gregory, mentre osservava le piastrelle del muro nella caffetteria The Wall a Bristol, da cui ha preso il nome. A prima vista sembra che tutte le linee siano curve, ma in realtà, sono parallele. L'effetto funziona solo se le piastrelle hanno un bordo, in questo caso è grigio. La griglia d'illusione di Hermann è stata individuata nel 1870 da Ludimar Hermann. Nella griglia in prossimità delle intersezioni delle linee bianche su uno sfondo nero appaiono macchie grigie. Queste macchie scompaiono quando si guarda direttamente in un incrocio della griglia. Per chi desidera conoscerne ancora altre illusioni ottiche enigmatiche consigliamo di sfogliare la nostra gallery.