Le case a igloo dell’architetto Mario Cavallè – Foto Stefano Govi
in foto: Le case a igloo dell’architetto Mario Cavallè – Foto Stefano Govi

Dai tradizionali igloo per gli eschimesi a quelli più lussuosi di alcuni resort dove godere di un'Aurora Boreale mozzafiato, i tipici rifugi a cupola si trovano in ogni parte del mondo, immersi nella neve. Tuttavia, avreste mai immaginato che anche a Milano si potessero trovare dei tipici igloo? È ciò che capita passeggiando per il rinomato Villaggio dei Giornalisti, nel quartiere Maggiolina del capoluogo lombardo, dove è possibile imbattersi in alcune originali costruzioni in mattoni a forma di cupola. Si tratta delle case ad igloo progettate dall'architetto Mario Cavvallé negli anni '40.

Le case ad igloo di Mario Cavvallé sono un complesso di abitazioni monofamiliari realizzate in via Lepanto a Milano nel 1946. Le particolari strutture, a forma circolari, sono dei rari esempi dell'architettura italiana eclettica degli anni '40. Ogni igloo misura circa 45 m² e si sviluppa su due livelli: al piano interrato si trova una cantina e un ripostiglio accessibili solo dall’esterno; il piano abitativo è rialzato e comprende un ingresso, un bagno, due piccole camere e una cucina. Ogni mini-abitazione è circondata da un proprio giardino dando vita a Mila no al primo esempio di città giardino tra le ville in stile Liberty preesistenti. Le costruzioni ad igloo sono caratterizzate da cupole con sistema a volta fatto di mattoni forati disposti a losanghe convergenti. Questa tecnica costruttiva permette di avere una struttura autoportante e una grande flessibilità interna degli spazi che consente di disporre gli arredamenti con una maggiore libertà.

Oggi dei dodici igloo previsti dal progetto di Mario Cavvallè ne restano in piedi solo otto. Di questi otto solo due case igloo degli anni '40 hanno mantenuto il loro aspetto originario e la disposizione interna del progetto; tutte le altre abitazioni hanno subito negli anni varie modifiche e ristrutturazioni. Passeggiando per il quartiere Maggiolina, ai margini del Villaggio dei Giornalisti e a ridosso della ferrovia Milano-Monza, è ancora possibile ammirare queste particolari costruzioni, dette anche case a zucca, che si ispirano a modelli tecnico-costruttivi importati dagli Stati Uniti, dove Cavvallè si era formato e dove l’architettura delle strutture circolari era molto diffusa. Camminare oggi tra le pittoresche vie della Maggiolina sembra di fare un viaggio nel tempo.