"There is a magic machine that sucks carbon out of the air, cost very little, and builds its self. It's called: a tree. Tree is an example of natural climate solution" (Esiste una macchina magica che aspira carbonio dall'aria, costa pochissimo e si costruisce da sola. Si chiama albero. L'albero è un esempio di soluzione climatica naturale) si sente nel video di Greta Thunberg #naturenow. Ed effettivamente talvolta la soluzione dei problemi è davanti ai nostri occhi. Così in occasione del Climate Action Summit delle Nazione Unite a New York Stefano Boeri ha proposto la realizzazione di una Grande Muraglia Verde delle città (Great Green Wall of Cities) che si estenderà dall'Africa all'Asia centrale e si propone di impiantare 800.000 ettari di nuove foreste naturali entro il 2030 per salvare il Pianeta dall'emergenza climatica.

L'idea di Great Green Wall of Cities si ispira al progetto "Great Green Wall”, il grande progetto dell’Unione Africana che si pone di realizzare un sistema forestale e agricolo lungo 8.000 km e largo 15 km dal Senegal all’Etiopia per contrastare la desertificazione dell'Africa. La Grande Muraglia Verde delle Città di Stefano Boeri consiste nel creare 500.000 ettari di nuove foreste urbane e 300.000 ettari di foreste naturali attorno a 90 città dall’Africa alla Asia Centrale entro il 2030. "I cambiamenti climatici stanno aumentando l’esposizione delle città-regioni a siccità, ondate di calore, venti estremi, inondazioni e frane, colpendo centinaia di milioni di persone. Le soluzioni, come il “Great Green Wall of Cities”, basate sulle foreste (Forest-Based Solutions) contribuiscono a rafforzare la resilienza delle città e a sostenere lo sviluppo urbano sostenibile. Supportano l’adattamento ai cambiamenti climatici raffreddando l’ambiente, proteggendo i suoli, preservando i bacini idrografici e fornendo prodotti forestali agli abitanti delle città.", spiega l'Arch. Stefano Boeri.

Intensificando le foreste e creando corridoi ecologici tra loro, il progetto di una grande muraglia verde delle città, nata in collaborazione con la FAO, Royal Botanic Gardens Kew, Arbor Day Foundation, C40, UN-Habitat, Cities4Forests, SISEF e l’ Urban Forest Research Center in Cina, si può estendere al mondo intero. Sfruttando la soluzione climatica naturale offerta dagli alberi si può contrastare l'emergenza climatica. Basti pensare che le città producono circa il 70% della CO2 presente nell'atmosfera e che i boschi possono arrivare ad assorbirne anche il 40%, aumentare la superficie forestale sembra essere una soluzione convincente, poco dispendiosa e soprattutto sostenibile per il nostro Pianeta, di cui si continuerà a parlare il 21 novembre al Climate Summit 2019 di Milano, in occasione della giornata nazionale dell'albero.