Fare la doccia e asciugarsi i capelli è un'azione che tutti noi facciamo automaticamente, senza prestare più di tanta attenzione. Ma volendo analizzare ogni singolo gesto sappiamo perfettamente che fare la doccia comporta consumo di acqua e di energia necessaria a riscaldarla, mentre asciugarsi implica l'utilizzo di elettricità che inevitabilmente si ripercuote sulle bollette di casa, senza contare tutti i materiali e componenti che partecipano al processo e che hanno rappresentato un inquinamento dell'ambiente o ne saranno causa con il necessario smaltimento una volta dismessa la propria funzione. Ma è proprio all'interno di questo processo, dato ormai per scontato, che si è andato ad inserire il giovane designer Andrea De Chirico con il suo Hair Dryer 1.0, il primo phon realizzato con materiali di riciclo.

Hair Dryer 1.0 è un asciugacappelli ecologico e sostenibile, realizzato con materiali elettrici riciclati trovati in una discarica dell'Olanda, dove è nato il progetto, uniti a vetro e sughero che sono prodotti di facile reperibilità, utilizzo ma soprattutto riciclabili. ”È il risultato della collaborazione tra un soffiatore di vetro, il FabLab locale e il laboratorio del legno della Design Academy. I componenti elettrici sono stati trovati in una discarica di metallo e sono stati il punto di partenza per la progettazione dell'oggetto", spiega Andrea De Chirico che con la sua idea spera di fuoriuscire dai canali prestabili dalle multinazionali per la produzione di elementi elettronici creando il primo phon open source che non inquina. Hair Dryer 1.0 promette di sostituire i tradizionali ascigacapelli di plastica che di eco-sostenibile hanno davvero poco. Il progetto ideato da De Chirico è costato 100 euro, 15 ore di lavoro e meno di 5 chilometri di distanze percorse e se il prezzo può sembrare caro bisogna considerare quale guadagno assicureremmo all'ambiente acquistando Hair Dryer 1.0, presto disponibile sul mercato.