"Lo scopo principale del mio lavoro è quello di provocare le persone ad utilizzare la loro immaginazione", dichiarava Verner Panton,"La maggior parte delle persone trascorrono la loro vita vive in tetro, conformemente grigio-beige, mortalmente paura di usare colori. Cerco di mostrare nuovi modi per incoraggiare la gente ad usare la loro immaginazione fantasia e rendere l'ambiente circostante più emozionante".

Sebbene il pezzo più famoso di Panton sia sicuramente la sedia S di plastica curva, la Heart Cone Chair è forse il suo oggetto di design più sorprendente. Il designer danese aveva raggiunto il suo picco di successo verso la fine del 1950 con una serie di mobili basati su semplici forme geometriche tanto che si può dichiarare Panton anticipatore della Pop Art. Ma il suo design emula anche l'eleganza del Modernismo scandinavo nell'esecuzione delle basi. Frutto di questo studio sulle forme è la Cone Chair. Originariamente progettata per un ristorante danese, la Cone Chair prende il nome dalla forma dalla classica figura geometrica alla quale si ispira: il cono. La sede conica è montata su una base girevole in acciaio inox. Un guscio imbottito semicircolare si estende verso l'alto a formare la parte posteriore e i braccioli, creando così una poltrona molto confortevole. Caratteristica del lavoro di Panton inoltre è stato il virtuosismo con cui ha usato il colore.

La Heart Cone Chair trae origine dalla sua antenata, ma la sua forma e il nome si ispirano alla silhouette di un cuore. La sedia Heart Cone deve dunque il proprio nome alla sua forma a cuore. Progettata nel 1959, questa poltrona può anche essere interpretata come uno sviluppo contemporaneo della classica sedia wingback: un classico del design che unisce l’eleganza degli anni Cinquanta allo spirito degli anni Sessanta. Un oggetto entrato nella storia dell'architettura che non potevano non celebrare nel giorno di San Valentino.