La maggior parte dei ponti hanno una missione semplice: trasportare persone e veicoli dal punto A al punto B nel modo più efficiente possibile. I ponti sono normalmente costruzioni dell'uomo per l'attraversamento di fiumi, arterie stradali e valli. Ma il ponte è una delle strutture più complesse che si possano realizzare. Per definizione il ponte è "una struttura utilizzata per superare un ostacolo, naturale o artificiale, che si antepone alla continuità di una via di comunicazione. Avremo dei ponti propriamente detti se l'ostacolo è rappresentato da un corso d'acqua, avremo dei viadotti se l'ostacolo è una vallata, avremo dei cavalcavia se l'ostacolo è rappresentato da un'altra via di comunicazione dello stesso tipo di quella attraversante". Su di essi la gente può camminare o viaggiare in un veicolo per varcare un ostacolo sottostante. Il primo ponte fu probabilmente un semplice tronco d'albero caduto per caso fra le due rive di un fiume. Quando gli uomini si resero conto della sua utilità, avranno aggiunto un altro tronco parallelamente in modo da far passare carichi più pesanti. Oggi possiamo affermare che i costruttori dei più grandi ponti dell'antichità furono i Romani che costruirono ponti ad arco e acquedotti che ancora oggi vengono utilizzati o comunque si trovano in buona condizione strutturale.

Col tempo i ponti sono stati sempre più perfezionati e resi ancor più utili fino a diventare delle vere e proprie sperimentazioni ingegneristiche da far impallidire uno dei più grandi artisti del Novecento, MC Escher, famoso per le sue litografie rompicapo di scale che sfidano la percezione dello spazio e la prospettiva, che potrete ammirare in mostra a Roma fino al 22 febbraio 2015. Figlio di un ingegnere civile, Escher era nato a Leeuwarden, proprio il luogo dove sorge uno dei ponti più folli che esistono oggi. Quando una nave che viaggia lungo il fiume Vaart Harlinger deve attraversare il traffico, un braccio meccanico rimuove una sezione di 50 metri quadrati di strada e si issa in alto come un robot gigante lanciando una frittella. Escher ha riconosciuto che un ponte collega due mondi, ma non deve essere ancorato nella realtà di entrambi. Spesso sono i ponti pedonali che permettono i disegni più stravaganti. Libero dai pressanti bisogni e le preoccupazioni portanti dei veicoli pendolari, questi ponti si srotolano, si immergono o ruotano. Spesso dunque, per apprezzare la meraviglia di ingegneria dietro un ponte non è necessario saper distinguere una capriata trapezoidale Whipple da una Fink ma solo accorgersi del senso di fantasia che c'è dietro la loro creazione. Ecco dunque una selezione dei ponti più incredibili al mondo che vi lasceranno sicuramente stupefatti.