Giardini La Mortella – Foto Stefano Govi
in foto: Giardini La Mortella – Foto Stefano Govi

Tra piante tropicali, fiori variopinti, uccelli esotici e panorami mozzafiato, i Giardini La Mortella a Ischia accolgono i visitatori in un paradiso naturale in cui passeggiare, rilassarsi e godere delle bellezze dell'"Isola verde". Inserito dal “The Telegraph” tra i 20 buoni motivi per tornare a visitare l’Italia dopo l'emergenza Covid, La Mortella è un giardino che riunisce specie floreali ed arboree provenienti da tutto il mondo tropicale, palme, felci delle foreste pluviali, infinite fioriture, che crescono rigogliosi tra viottoli e sentieri affacciati su uno dei  più suggestivi panorami della baia di Forio.

La storia

I Giardini La Mortella sono il racconto di una grande storia d’amore: Sir William Walton, considerato fra i più grandi compositori inglesi del XX secolo, insieme a sua moglie Susana, scelsero l'Isola d'Ischia quale luogo in cui dimorare subito dopo la seconda guerra mondiale. L'Isola è stata per molto tempo un rifugio per artisti, musicisti, scrittori e personaggi del cinema. L’impianto originario de La Mortella – il luogo dei mirti – fu disegnato dal noto architetto paesaggista britannico Russell Page che nel 1956 venne chiamato ad Ischia da Lady Walton. Page è riuscito è riuscito a trasformare un arida cava di pietra in un ricco giardino tropicale ed esotico, oggi famoso in tutta Europa, che si integra nelle pittoriche formazioni rocciose di origine vulcanica tipiche dell’Isola d’Ischia ed è stato arricchito nel tempo con fontane, piscine, corsi d’acqua che hanno favorito la coltivazione di una rara collezione di piante acquatiche come il papiro, il fior di loto e le ninfee tropicali. La proprietà dei Walton è stata aperta al pubblico nel 1991 e la visita comprende anche l'accesso alla casa della coppia, ostruita sul lato di una collina vulcanica, che oggi accoglie una Sala Recite e l'Archivio.

I Giardini

Premiato come "il più bel parco d'Italia" nel 2004, La Mortella ancora oggi è uno dei più bei giardini privati d'Europa. È stato creato in 50 anni dall'amore e determinazione da Lady Walton, appassionata botanica, per offrire al marito compositore un rifugio nel quale lavorare in serenità. Per Susana Walton, la Mortella è stata la missione di una vita, un monumento alla vita e alle opere di William, le cui ceneri sono custodite appunto nei Giardini, e il ricordo del loro amore. I Giardini sono infatti suddivisi in due parti: un giardino più basso nella Valle, ombroso e rilassante, costruito per primo, proprio per offrire a Sir William Walton il giusto isolamento; ed un giardino superiore sulla collina, terrazzato, più soleggiato e arido, caratterizzato dalle tipiche piante della macchia mediterranea, sviluppato dopo la morte del compositore musicale. Oggi La Mortella ospita una raccolta di più di 3000 specie di piante esotiche e rare, custodisce collezioni di piante tropicali e subtropicali originarie da diversi paesi del mondo. Tra le particolarità dei Giardini vi è la Serra Tropicale “Victoria House” dove è coltivata la ninfea gigante Victoria Amazonica, la più bella e grande delle ninfee. Fra le piante più care a Lady Walton, sepolta anche lei nei Giardini, ci sono quelle cresciute dai semi portati dall’Argentina, suo paese di origine, come la Chorysia speciosa e la Jacaranda mimosifolia, o quelle che hanno una storia evolutiva interessante come le cycadacee, addirittura più antiche dei dinosauri. La Mortella vanta patrocini d’eccezione, tra questi quello del Principe del Galles Carlo d’Inghilterra, Presidente onorario della Fondazione Walton che si è recato in visita alla tenuta due volte.

La ri-apertura post Covid-19

Dopo la lunga sosta dovuta all’emergenza covid-19, i Giardini La Mortella hanno riaperto al pubblico in totale sicurezza e nel rispetto delle norme vigenti perché anche un giardino può essere un modello in tema di sicurezza: "Durante i mesi di lockdown i Giardini La Mortella non si sono mai fermati,", dichiara la Fondazione William Walton La Mortella che amministra e gestisce i Giardini, "e mentre la natura svolgeva il proprio ciclo con il succedere delle stagioni e delle fioriture, lo staff ha continuato a lavorare per preparare la riapertura, perché il giardino potesse accogliere i visitatori, una volta avviata la fase 2, in totale sicurezza e nel rispetto delle norme vigenti".