Lontano dai soliti giri turistici e dai percorsi più battuti si celano tanti tesori nascosti e luoghi da scoprire in Campania. Dalla costa alle zone più interne, la Campania è una delle regioni più ricche d'Italia per varietà di paesaggi, patrimonio culturale e attrazioni turistiche, spesso sconosciuti agli stessi abitanti. Dalle grotte segrete ai palazzi sontuosi, la guida “Campania insolita e segreta” di Maria Franchini e Valerio Ceva Grimaldi (già autori di “Napoli insolita e segreta”, pubblicata da Jonglez, conduce alla scoperta dei luoghi più suggestivi e insoliti della regione.

Palazzi nobiliari nascosti, anfiteatri segreti, grotte misteriose e spettacolari eremi, sono solo alcuni dei luoghi della Campania illustrati nella nuova guida “Campania insolita e segreta” di Maria Franchini e Valerio Ceva Grimaldi. Dall'entroterra alle coste, la guida edita da Jonglez illustra alcuni percorsi poco conosciuti attraverso la regione per scoprire luoghi insoliti e segreti. Fuori dal centro storico di Valva, in provincia di Salerno, ad esempio, si trova il parco di Villa d’Ayala, che oltre a spettacolari giardini e boscheti, comprende un “teatro verde” caratterizzato da una sorta di anfiteatro naturale con teste di “spettatori” di pietra. A Capri invece c'è l'eremo di Cetrella, posto su un precipizio a strapiombo su Marina Piccola, che risale al XV secolo e si raggiunge attraverso una passeggiata tra boschi e sentieri. Da qui si ammira uno dei panorami più mozzafiato della Campania.

In Campani c'è il più antico teatro d’Italia. Si tratta del teatro romano di Teano, risalente all’ultimo ventennio del II secolo a.C. (120-100 a.C.) e alla fine del II secolo d.C., di cui oggi è visibile l’intera superficie della cavea. A Fontegreca si trova la Cipresseta, una bellissima zona collinare costellata da cipressi a rami orizzontali, chiamati horizontalis, che appartengono a una specie genetica molto particolare e poco comune, la cui rarità suscita l’interesse dei botanici. Nella valle d’Ansanto, ad Avellino, ci sono dei particolari crateri di fango che ribolle rumorosamente, che vennero descritti da Virgilio nell’Eneide (canto VII) oltre che da Cicerone e Plinio. L’impressionante luogo è detto “Malvizza” ed è qui che i Sanniti (tribù stabilitesi nel Sannio) collocarono la dimora della Grande Madre Mefite. In Campania esisteva anche una piccola comunità monastica importante quanto quella del Mont-Saint-Michel in Normandia: si trattava del santuario di San Michele Arcangelo, situato a 650 metri di altezza in un paesaggio naturale incredibile, che oggi rappresenta uno dei complessi rupestri paleocristiani più affascinanti d’Italia. Il santuario è costituito da cinque cappelle tutte scavate nella roccia che sono ancora oggi meta di pellegrinaggio e luoghi suggestivi da visitare.