L'Italia è piena di luoghi abbandonati, dismessi, dimenticati. Fabbriche, chiese, discoteche, case e depositi, sono disseminati su tutto il territorio italiano e raccontano di un paese trascorso, di una vita passata che ormai non tornerà più. Ogni luogo abbandonato porta con sé una storia, al di là di mura e rovine. IN LOCO è infatti il primo museo senza pareti che racconta il territorio abbandonato attraverso luoghi privati e pubblici che altrimenti verrebbero dimenticati.

IN LOCO, il museo diffuso dell’abbandono, è stato ideato dall'associazione culturale Spazi Indecisi allo scopo di valorizzare il patrimonio che rischia di essere dimenticato attraverso il racconto dei luoghi abbandonati e delle loro storie. IN LOCO è un museo diffuso che fino al 12 novembre viene raccontato all’interno dell’ex deposito delle Corriere di Forlì. L'originale museo ha raccolto una mappatura di luoghi abbandonati della Romagna per salvarli dall'oblio. Ogni luogo raccoglie un patrimonio immateriale di storie, racconti ed emozioni che IN LOCO viene illustrato attraverso una serie di itinerari di viaggio che compongono appunto il museo diffuso. Non ci sono dunque mura da conservare o pietre da salvare ma informazioni, storie e testimonianze di luoghi abbandonati con l'obiettivo di far riflettere e aggregare comunità in grado di prendersi cura di questi luoghi.

Sono spazi indecisi i luoghi abbandonati, disabitati o dismessi, deantropizzati.
Nonostante la loro attuale condizione di abbandono, raccontano storie, riflesso di un trascorso vitale; ove si intrecciano le vicende economiche, politiche, culturali che ne hanno determinato il decadimento e le micro storie delle persone che in quei luoghi hanno vissuto, lavorato.

Dimenticati dall’uomo e dalla società per incuranza, in-cultura o perchè in attesa di un utilizzo migliore, si avviano inevitabilmente al progressivo deterioramento fisico dello spazio e all’oblio urbano.
Rappresentano l’inconscio, la parte che si trova sotto alla città viva, della (non sempre) razionale urbanizzazione.
Per estensione sono indecisi tutti i luoghi, le aree, gli spazi su cui manca una visione e un progetto.
Questi frammenti di paesaggio sono elementi peculiari da valorizzare come sistema.

I luoghi raccontati dal museo dell'abbandono sono sette, tutti in Romagna. Ad ogni luogo appartiene un itinerario che permetterà un'esplorazione immersiva ed innovativa, attraverso macerie prese in prestito dai luoghi, suoni, odori e colori dei vari edifici dismessi che ne riproducono la dimensione emotiva. I luoghi oggetto della mostra sono  il Monastero di Scardavilla, a Meldola (FC); il Deposito delle Corriere ATR, a Forlì; la Colonia Varese, a Cervia (Ra); la Discoteca Woodpecker, a Cervia; i Magazzini Silos Granari; l'Acquedotto Spinadello, a Forlimpopoli (FC); alcune case e un vecchio podere immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi (FC). Case abbandonate, rotonde incolte, edifici fatiscenti e luoghi dimenticati, gli spazi censiti diventano l'occasione per progetti di valorizzazioni e installazioni artistiche che stimolano la riflessione.

La mostra, allestita all’interno dell’ex deposito delle Corriere di Forlì, ha ad oggetto alcuni luoghi abbandonati della Romagna che il visitatore potrà esplorare grazie ad un mix di tecnologia ed elementi fisici e sensoriali. IN LOCO, il museo dell'abbandono, è illustrato attraverso spazi, suoni, odori e colori che ne riproducono la dimensione emotiva di ogni luogo, grazie ad un approfondito lavoro di ricerca di Spazi Indecisi degli ultimi anni. Il racconto dei luoghi che rischiano di essere dimenticati è accompagnato da contenuti ad hoc realizzati da musicisti, fumettisti, attori, ricercatori e fotografi. Itinerari tematici e contenuti multimediali attivabili nelle vicinanze degli spazi, attraverso smartphone e dispositivi di geolocalizzazione, saranno altre possibilità fornite dal museo diffuso dell'abbandono. Spazi Indecisi spera di estendere presto IN LOCO oltre la Romagna fino a tutta l'Emilia e chissà che non arrivi a coprire un giorno l'intero territorio italiano che rischia di essere dimenticato.