Negli Stati Uniti ogni sera si contano più di 600000 senzatetto per strada, senza un luogo dove ripararsi se non dei cartoni di fortuna. Ma quando il freddo inizia a calare si può rischiare la vita nel restare per strada. Così Gregory Kloehn, un artista di Oakland, in California, ha deciso di agire e prendere a cuore la situazione dei senza fissa dimore trovando una soluzione ad un problema che negli USA si sta facendo sempre più preoccupante, con un aumento del 24% solo nel 2013 della violenza contro i senzatetto. Con materiali trovati nelle discariche, oggetti di scarto, rottami metallici, parti di automobili, mobili vecchi, lavatrici, frigoriferi, tutti i rifiuti trovati da Kloehn sono serviti per costruire un villaggio di piccole case per i senzatetto.

Negli USA sono tante le persone che prima avevano un lavoro, una casa, una famiglia e adesso non hanno nulla. La recessione economica è stata difficile per molti e a volte ha costretto le persone a dormire per strada, senza un luogo dove poter andare. Ma a Oakland c'è un villaggio fatto di 25 case per i senza fissa dimore, certo poche ma il progetto è destinato ad estendersi. Le dimensioni di ogni casa consentono il necessario per stendersi e sentirsi al sicuro. Case realizzate da Gregory Kloehn con materiali di scarto a cui si può accedere in via temporanea in base ad una lista di attesa che può aprire al senzatetto anche la possibilità di acquistare una delle case a 30 dollari e con 150 ore settimanali di lavoro a salario minimo ci si garantisce uno standard medio di vita nel villaggio. Le case fate di pallets, reti, doghe di letti, fogli di plastica, anche con ombrelli, alcune dipinte, sono tutte dotate di ruote, per seguire il nomadismo dei suoi abitanti. Lo stesso Kloehn le definisce "case illegali da spazzatura illegale".

Ma il villaggio di Oakland non è l'unico esempio di case con materiali di scarto per i senzatetto. C'è il Dignity Village di Portland, iniziato come una vera e propria tendopoli e ora invece strutturata in piccole case con tutti i comfort realizzate con materiali donati o riciclati per 60 residenti permanenti e altri temporanei. Alcune delle case hanno murales dipinti sui lati, tutti eseguiti da artisti volontari della zona di Portland. Ogni casa è sollevata di 18 centimetri da terra per evitare che i topi possano accedervi. Nel Dignity Village ci sono solo cinque regole molto semplici: No violenza, No furto, No alcol/droga, Nessun comportamento dirompente e tutti devono contribuire almeno con 10 ore alla settimana per migliorare il villaggio, ma in cambio ci sono case, acqua, elettricità e anche il wifi. In Oregon invece c'è l'Opportunity Village a Eugene, con 29 coloratissime piccoli rifugi, oppure il Quixote Village a Olympia, Washington; e ancora il Second Wind Cottages, vicino Ithaca, nello Stato di New York. Tutti progetti per aiutare i senzatetto con un po' di creatività. Perché tutti abbiamo diritto alla dignità.