Nanda Vigo è stata un'artista e scultrice italiana che ha segnato l'arte del Nocevento in Italia e all'estero. Tra le sue mani la luce diventava materia da plasmare. Nell'estate 2019 il Palazzo Reale di Milano gli aveva reso omaggio con una scultura di "abile combinazione di geometrie al neon con materiali riflettenti e amplificatori di luce", curata da Marco Meneguzzo. Esponente dell'avanguardia europea del Gruppo Zero, che ha segnato la ricerca artistica degli anni Sessanta e Settanta collaborando con alcuni dei personaggi più in vista come Giò Ponti, Lucio Fontana e Piero Manzoni di cui è stata anche la compagna. Il mondo del design da oggi è un po' più povero.

A dare la notizia della sua scomparsa il 15 maggio 2020, all'età di 83 anni, è arrivato prima l'annuncio affettuoso della Fondazione Mudima di Milano: "Con profonda tristezza annunciamo la scomparsa di Nanda Vigo. Un’artista, un’amica". Poi è stato Stefano Boeri, Presidente della Triennale di Milano, a ricordala con un tweet in cui ha menzionato l'intervento che avrebbe dovuto realizzare Nanda Vigo in primavere in occasione della mostra di Enzo Mari: un coniglio di luce, l'unico animale che Mari non ha mai disegnato. Proprio al Museo del Design della Triennale, dal 2006 sono in permanenza alcuni lavori di Vigo che testimoniano la sua ricerca continua di un rapporto interdisciplinare tra arte, design, architettura e ambiente. L'artista italiana, nel corso della sua carriera dinamica e creativa, ha collaborato con i personaggi più significativi del nostro tempo realizzando progetti volti sempre alla valorizzazione dell’Arte. Ed è con questo spirito che nel 1964 scrisse il Manifesto cronotopico, con cui teorizzava la trasformazione dello spazio attraverso la luce e il coinvolgimento di tutti i sensi «di chi fruisce di spazi e oggetti».

Nata a Milano nel 1936, Nanda Vigo ha lavorato sempre tra Milano e l’Africa orientale. Laureata all'Institut Polytechnique di Lausanne e dopo uno stage a San Francisco, l'artista italiana apre il proprio studio a Milano nel 1959 dove il conflitto/armonia tra luce e spazio diventa il tema principale dei suoi lavori sia come architetto che designer. In quegli anni entra in contatto con lo studio di Lucio Fontana e di artisti come Piero Manzoni, di cui sarà la compagna, ed Enrico Castellani, con i quali anima la galleria Azimut a Milano. Dopo aver conosciuto artisti del movimento ZERO in Europa, progetta la ZERO house a Milano, terminata solo nel 1962. Con Gio’ Ponti ha creato la Casa sotto la foglia, a Malo. Nel 1971 Vigo riceve il New York Award for Industrial Design per il suo sviluppo delle lampade, come la Lampada Golden Gate. Durante la sua carriera ha realizzato diverse mostre e ne ha curate altrettante. Alcune opere di Nanda Vigo sono presenti nella collezione del Ministero degli Affari Esteri, al Guggenheim di New York e al Martin-Gropius-Bau di Berlino.