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Italia, stazioni ad uso gratuito se ti occupi della manutenzione

Il Gruppo FS Italiane dà in concessione gratuitamente vecchie stazioni in cambio di manutenzione e di progetti per attività socio-culturali.
A cura di Clara Salzano
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Attualmente sono circa 1.700 le stazioni della rete nazionale non presenziate da personale ferroviario che il Gruppo FS Italiane sta cedendo in comodato d’uso gratuito; piccole stazioni a bassissima frequentazione, prive di possibilità di sviluppo commerciale. Le chiamano "stazioni impresenziate" che, per l’evoluzione tecnologica in atto, non hanno più bisogno della presenza fisica del personale ferroviario addetto alla circolazione dei treni e ai servizi commerciali.

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Ferrovie dello Stato Italiane sono in questi anni impegnate in un profondo sforzo di riorganizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare FS inutilizzato. Le "stazioni impresenziate" costituiscono, allo stesso tempo, un problema e un’opportunità: un problema perché le stazioni rimaste prive del personale ferroviario risultano spesso scomode, sgradevoli e insicure per i passeggeri, oltre a imporre alle Ferrovie costi notevoli per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Un’opportunità perché queste strutture in molti casi si prestano a un uso sociale potenzialmente molto interessante per le amministrazioni locali e le varie realtà dell’associazionismo. Da questa consapevolezza è nato in seno alle Ferrovie un programma stazioni impresenziate, che consiste nell’affidare le strutture disponibili alla gestione in comodato d’uso gratuito, e talvolta in locazione, di enti locali e associazioni non profit, chiedendo loro in cambio l’impegno a mantenere lo stabile pulito e funzionante.

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Delle 1700 stazioni impresenziate ne sono già state assegnate circa 480, corrispondenti ad una superficie di oltre 79.000 mq. La formula utilizzata per rivitalizzare questi spazi è quella dei contratti in comodato d’uso gratuito: Comuni, Enti locali e Associazioni no profit potranno utilizzare le stazioni per ospitare attività sociali, istituzionali, associative, culturali o di assistenza e avviare progetti che abbiano ricadute positive sul territorio e per la qualità delle stazioni stesse. Grazie alla cessione in comodato, la collettività viene arricchita di strutture di servizio e garantisce al tempo stesso un “presenziamento indotto”, con effetti positivi anche in termini di qualità e decoro delle stazioni. La durata ordinaria di un comodato è da 5 a 9 anni, salvo casi particolari in cui la durata può essere estesa a fronte di importanti impegni finanziari sostenuti dal comodatario per la ristrutturazione degli immobili affidati.

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In Campania il fenomeno dei comodati gratuiti è ancora limitato, soprattutto se paragonato con quanto avviene nelle regioni settentrionali della penisola, ma potrebbe essere destinato ad assumere dimensioni più significative. L’esempio da seguire è quello di Eboli, qui per i forestieri in visita il modo più sicuro per individuare la stazione è affidarsi all’udito. All’interno del fabbricato dell’ex magazzino merci, infatti, a partire dalla metà di ottobre del 2002 è stata aperta una sala prove comunale per gruppi musicali, intitolata alla memoria di Giuseppe Morrone, un giovane musicista scomparso in un tragico incidente stradale. Il Comune di Eboli, dopo aver ottenuto alcuni locali e aree della stazione in comodato d’uso gratuito a partire dal maggio del 2002, ha deciso di affidare l’ex magazzino all’Arci Nuova Associazione “Suoni in Libertà”, che si è fatta carico degli interventi indispensabili per adeguare la struttura alla sua nuova funzione. Questo è solo uno dei tanti esempi lungo tutto il territorio nazionale; numerosi altri contratti sono in corso di stipula e numerose sono le piccole stazioni in tutta Italia destinate ad essere cedute in comodato. Per chi fosse interessato a realizzare un proprio progetto, maggiori informazioni su sito FS

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