Siamo abituati a pensare alla Corea come ad un paese ultra-conformista ed omologato dove le interazioni umane debbano essere governate da un'apparente "formalità", mentalità che spesso si scontra con la crescente influenza dell'individualismo occidentale. Ma la Corea non è solo ripetizione e formalità, Jin Young Yu è una delle maggiori artiste coreane che meglio rappresentano il proprio paese. Le sue opere sono vere emozioni che diventano opere d'arte e che raccontano un'umanità che va al di là dei confini della Corea.

Myself/Them è l'ultimo progetto artistico di Jin Young Yu, presentato per la prima volta negli Stati Uniti, presso la galleria Art Merge Lab di Los Angeles. Le opere di Yu sono viaggi esplorativi dell'animo animo che viene restituito in tutte le sue emozioni attraverso sculture di plastica trasparente, spesso a grandezza naturale, ma dal volto umano. Nella società di oggi esiste una costante dicotomia su come ci si aspetta di comportarsi rispetto a come ci sentiamo veramente. Con acuta sensibilità, Yu esplora gli individui che desiderano essere invisibili, ma sono intrappolati in una società che richiede costante condivisione pubblica. Yu raggiunge la invisibilità di queste figure scolpite attraverso la plastica trasparente lavorata a mano creando effetti eterei struggenti per le sue sculture. I corpi trasparenti sono prodotti in due metà divise verticalmente e collegati tra loro in diversi punti, un processo che rafforza la qualità artigianale del lavoro e testimonia la padronanza dell'artista. I lavori più recenti di Yu stanno però prendendo le distanze dalla trasparenza a favore della traslucenza,  che non simboleggia più la tensione tra l'individuo e la società, bensì la lotta interna personale degli individui con sé stessi, a cui è possibile assistere fino al 17 ottobre all'Art Merge Lab di Los Angeles.