Uno dei luoghi che tutti associamo maggiormente all'intimità è la camera da letto. Si può capire tanto di una persona, di un popolo, dalla stanza da letto: il colore di una trapunta, vestiti e volti, parlano di quello che siamo. Attraverso 20 fotografie, una per ogni regione italiana, la mostra "Infinito" racconta l'Italia attraverso le camere da letto dei protagonisti degli scatti. Il progetto di Alice Rohrwacher e Simona Pampallona, nato da un’idea di Alessandro Baricco con la produzione esecutiva della Scuola Holden, è visitabile nel padiglione Eataly di Oscar Farinetti durante l'Expo 2015 di Milano.

Così ci portiamo dietro questo destino spettacolare, che è essere una nazione sola e moltissimi modi di vivere, di essere, di apparire. Nei giorni bui possiamo arrivare a viverlo come un destino difficile da gestire, e può prenderci perfino la discussa tentazione di risistemarci ognuno per conto suo, nella propria singolarità. Ma nei giorni luminosi lo abitiamo come un privilegio, una fortuna e uno squisito scherzo del destino a cui dobbiamo bellezza, originalità e fascino. Che sia, oggi, uno di quei giorni. (Alessandro Baricco)

Come sono gli italiani oggi? La mostra "Infinito" cerca di dare una risposta a questa domanda curiosando nella camera da letto di alcuni cittadini, diversi per regione ma tutti italiani: "Sono giovani o anziani, vivono soli o in famiglie numerose? Preferiscono leggere o guardare la tv? Amano gli animali domestici?". Attraverso 20 fotografie il progetto racconta l'Italia e le sue mille sfaccettature; pone l'accento su alcune realtà come il triplicarsi degli attracchi delle navi da crociera a Venezia negli ultimi 15 anni (con oltre 600 attracchi l’anno, Venezia è diventata il primo “home port” croceristico del Mediterraneo), o come l'aumento delle famiglie di meticci.

In bilico tra finzione e documentario, ogni foto è accompagnata da una doppia didascalia: una breve descrizione dei protagonisti dello scatto, e l’ultimo verso dell’Infinito di Leopardi nel dialetto della regione di appartenenza dei soggetti. "E il naufragar m’è dolce in questo mare" diventa così una sorta di sottofondo musicale da suonare in questo lungo viaggio attraverso l'Italia e le abitudini degli italiani.