Selim Vural – architetto principale, Angela Tsaveska e Sumeyye Ozturk – architetti junior. Rendering: Dom Wipas
in foto: Selim Vural – architetto principale, Angela Tsaveska e Sumeyye Ozturk – architetti junior. Rendering: Dom Wipas

L'idea di una casa scavata nelle dune di Cape Cod, nel Massachusetts, USA, è venuta all'architetto Selim Vural, fondatore dello Studio Vural di base a Brooklyn, dopo una vacanza nella zona. L'analisi del terreno, del clima e della vegetazione di Cape Cod hanno dato vita alla Dune House, una casa scavata in una duna che più energia pulita di quella consumata grazie ad un attento studio della sua struttura e del modo di sfruttare al meglio il paesaggio circostante.

La Dune House è una casa off grid che sfrutta la meglio la vista mozzafiato e le qualità del terreno. La casa basa la sua autosufficienza sulle temperature geotermiche della sabbia attraverso profonde pile di acciaio e ricoperta di terra su tutti i lati. Mr. Vural definisce la Dune House come "la prossima generazione di case iper-sostenibili" e spera che possa servire da esempio per le future costruzioni e come atteggiamento responsabile rispetto ai cambiamenti climatici.  La casa è visibile solo a chi viene dal mare, mentre dalla terra ferma la casa sembra mimetizzarsi completamente nella duna di sabbia se non fosse per una spaccatura nel terreno che rappresenta l'ingresso stesso alla Dune House.

Il design della casa si fonde perfettamente con la natura. L'abitazione si sviluppa su due livelli ipogei: al piano terra si trova la zona giorno con cucina a vista, che prende luce sia da grandi vetrate a tutta altezza che guardano verso il mare e sia lateralmente nella fenditura della duna. Attraverso una scala intera si giunge al livello superiore dove si trova la zona notte e un ulteriore livello è scavato ulteriormente nel terreno dove c'è spazio per un altra zona living o per camere degli ospiti. Recupero del calore, regolazione auto-climatica, pannelli solari autoconservanti e mini turbine eoliche rendono l'abitazione completamente off grid. "Non ci sono macchine ma ronzanti dispositivi elettrici che alimentano, riscaldano, raffreddano e sfiatano. Non ci sono rifiuti chimici, rifiuti o carburante.", spiega Studio Vural, "Umano, uccello, architettura e paesaggio si fondono come un tutto inseparabile mentre la tecnologia fa finalmente pace con la natura".