Dal 6 giugno al 10 agosto 2013 i visitatori della Fondazione Achille Castiglioni verranno guidati alla scoperta dei bozzetti e dei prototipi che hanno portato alla progettazione dell’apparecchio illuminante Gibigiana per Flos nel 1980. I materiali d’archivio di Gibigiana, fino ad oggi racchiusi nelle scatole della stanza dei prototipi, rivivono negli spazi della Fondazione e vengono proposti in una nuova chiave sperimentale proprio come avvenuto pochi mesi fa, con il progetto “l’Altra metà dell’Avanguardia”. Anche questa volta gli spazi di Piazza Castello 27 a Milano saranno teatro di questo racconto per la durata di due mesi, così come avverrà per l’appuntamento successivo dedicato al Palazzo della Permanente da novembre a dicembre 2013. Le visite guidate si svolgeranno dal martedì al venerdì nei consueti orari, a cui si aggiungerà l’appuntamento del giovedì sera dalle 18.30 alle 21.30. È prevista una serata d’incontro il 27 giugno alle ore 18.30 presso la Fondazione Achille Castiglioni con la partecipazione di Flos e dell’architetto Paolo Ferrari, collaboratore dello Studio Castiglioni tra il 1972 e il 1982. noltre è in programma, il 15 e 16 giugno, il workshop “Arduino e la luce” tenuto da Massimo Banzi: un’occasione per interagire con il mondo della luce. I partecipanti realizzeranno una lampada fabbricata digitalmente, resa interattiva tramite Arduino.

Gibigiana è un apparecchio illuminante con luce riflessa concentrata e orientabile. Lo specchietto posto alla sommità dell’apparecchio serve per orientare il flusso luminoso proveniente dalla sorgente luminosa nascosta all’interno della scocca in acciaio. La luce viene così orientata soltanto dove serve, per permettere a due persone, nel medesimo ambiente buio, di svolgere contemporaneamente attività differenti con differenti condizioni di luce. L’annullamento della presenza della sorgente luminosa attraverso lo specchio più in alto è quella soluzione che fa della riflessione luminosa un’importante soluzione progettuale o come l’avrebbe chiamato Achille “il componente principale di progettazione”. Nel 1980 Achille Castiglioni disegna Gibigiana ispirandosi proprio a uno scherzo da alunni discoli, quando fra i banchi di scuola si riflette un raggio di Sole con l’orologio, sui muri dell’aula, in faccia ai compagni di classe oppure, meglio ancora, sulla schiena del professore: la gibigiana appunto.

Il termine gibigiana, di origine dialettale milanese, indica colloquialmente la luce rimandata da una superficie riflettente (vetro, specchio, specchio d'acqua…). Sul set cinematografico, la gibigiana è il termine gergale con cui si indica un dispositivo usato per alterare colore e qualità della luce diffusa in un ambiente di ripresa. Consiste di un'asticella di legno su cui sono fissate delle striscioline di gelatina (ad esempio rossa per simulare la luce di una fiamma) che viene mossa davanti ad una sorgente luminosa.