La riqualificazione di Rogoredo è un progetto che da anni è sul banco del Comune di Milano all'interno del più ampio piano di conversione degli scali ferroviari. Dopo la realizzazione della stazione dell'alta velocità dei treni, il trasferimento degli uffici Sky e di altre importanti realtà aziendali, si sperava in un grande slancio dell'area al limite tra la zona urbana della città di Milano e quella a vocazione rurale del Parco Agricolo Sud. La quinta edizione di AAA architetticercasi™, il concorso di architettura per giovani progettisti under 33, ha lanciato appunto la sfida di ripensare in termini di residenziali e cooperativi il futuro dell'ex scalo di Rogoredo e della città di Milano.

Niente archistar per la futura Rogoredo, la quinta edizione di AAA architetticercasi è stata vinta da tre giovani architetti che si sono distinti nella sfida ambiziosa di rigenerare l'area dello scalo Rogoredo e immaginare un nuovo quartiere a sud est di Milano. Sono stati oltre 170 gli architetti provenienti da tutta Italia a partecipare al concorso con 47 proposte progettuali che hanno ripensato in termini di residenziali e cooperativi il futuro dell'ex scalo di Rogoredo e della città di Milano con verde, servizi e housing sociale. AAA architetticercasi™ è un concorso di architettura ideato e promosso da Confcooperative Habitat, insieme quest'anno a Fondosviluppo spa, il Fondo Mutualistico per la Promozione e lo Sviluppo della Cooperazione di Confcooperative, e FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) con il patrocinio del Comune di Milano e dell’Ordine Architetti P.P.C. della Provincia di Milano e con il supporto di CCL Consorzio Cooperative Lavoratori, Delta Ecopolis e Assimoco.

Il progetto vincitore del concorso AAA architetticercas si intitola "Abitare il Bordo", degli architetti Gregorio Pecorelli (PG), Tobia Davanzo (TV), Chiara Dorbolò (RM). "Il tratto caratterizzante è l’equilibrio conquistato su più fronti: tra edificato e spazi aperti; fra gli ambiti privati, quelli collettivi e quelli pubblici; fra gli spazi ‘minerali’ e gli spazi verdi; fra ordine e complessità. Il disegno urbano è modellato sul principio dell’ospitalità e della condivisione, mostrando con chiarezza una via per la riconquista della centralità dell’abitare e per la riqualificazione della periferia all’insegna dell’urbanità.
L’architettura affabile esalta il carattere sinfonico dell’insieme". Il progetto è stato selezione perché si pone come un'area di interazione tra la città e il parco, sia da un punto di vista funzionale che formale: "abitazioni e negozi intersecano spazi sportivi e permaforeste; spazi privati convivono con spazi collettivi e pubblici; diversi tipi edilizi sono circondati da un paesaggio ispirato alla tradizione locale delle marcite.", spiegano gli architetti, "Lo spazio aperto non è delimitato, e invita al suo interno la comunità del quartiere e della città, pur mantenendo una gerarchia formale nelle relazioni spaziali".

"Abitare il borgo" è caratterizzato da due ingressi principali che aprono il sito, non arroccato sui binari, al quartiere, con una serie di attività pensate per soddisfare tutte le necessità del quartiere, come per esempio le attrezzature sportive, o della città, come l’area informativo-turistica per il Parco Agricolo Sud e l’Abbazia di Chiaravalle. "Il progetto diventa un catalizzatore per l’integrazione e lo sviluppo dell’area, in antitesi con l'idea radicale di autonomia e indipendenza del complesso architettonico.", continuano gli architetti vincitori del concorso. Il progetto si pone in sinergia con il tessuto urbano circostante, con aree verdi funzionali (sportive, ludiche e produttive), così da soddisfare il futuro fabbisogno del quartiere. Si possono individuare tre principali tipi residenziali inseriti all'interno del lotto, in base al nucleo familiare, dall’appartamento single alla famiglia. Tutti gli appartamenti sono dotati degli spazi necessari allo svolgimento delle attività quotidiane, "così che i servizi condivisi vengano vissuti come un valore aggiunto, e non come una privazione". La permaforesta, le attrezzature sportive e le aree ricreative garantiscono occasioni di vita collettiva e cooperativa.