Lo smart working è ormai una realtà per molti lavoratori e sono in tanti, fortunati, ad aver scelto di evadere dai centri urbani e dai soliti spazi di lavoro al chiuso per godere di una pausa pranzo all'aria aperta, originale e rigenerante. La pausa pranzo in montagna, al mare, in campagna o in un luogo esotico è sicuramente meglio dei soliti spazi di lavoro al chiuso e semmai in città, soprattutto ora che le giornate si allungano e le temperature si fanno più miti.

Nonostante le restrizioni sanitarie si stiano allentando e sembra che l'Italia possa ripartire e riaprire gradualmente, la possibilità di lavorare da remoto continua a essere di attualità. Lo smart working è stato una delle più grandi novità introdotte durante la pandemia che per alcuni si è rivelata una bellissima opportunità, per altri una scelta obbligata se non addirittura una maggiore fatica tra bambini, pulizie domestiche e altro. Eppure sono tanti e vari i modi per vivere il lavoro da remoto, e alcuni sicuramente più soddisfacenti e gratificanti di altri. Ed è proprio a tutti coloro che hanno dovuto dimostrare grande spirito di adattamento in questo periodo che è dedicato il concorso “La pausa pranzo più bella del mondo”, indetto da Airbnb e Visit Trentino che permette di vincere tre settimane di smart working a contatto con la natura, in chalet di montagna unici, per chi pubblicherà la storia più incredibile a tema smart working, che dimostreranno il maggior spirito di adattamento.

La possibilità di coniugare vacanza e lavoro sta avendo un impatto anche sulla durata dei soggiorni: nel terzo trimestre del 2020 le prenotazioni per oltre 28 giorni erano aumentate rispetto allo stesso periodo del 2019. Soggiorni più lunghi in case che garantiscono spazi adeguati al lavoro ma anche allo svago, soprattutto dei più piccoli” – Giacomo Trovato, Country Manager di Airbnb Italia. Per la psicologa e consulente per il progetto Annalisa Valsasina: “Lavorare in un luogo a stretto contatto con la natura, utilizzando il tempo della pausa o del post lavoro per stare all’aria aperta non può che fare bene al nostro stato emotivo e di conseguenza alla nostra energia e lucidità di azione. Per godere appieno dello smart working sono richieste alcune capacità, per esempio gestire efficacemente il tempo e il rischio di sovraccarico, mettere uno “stop” alle richieste del lavoro e alla connessione “all time, everywhere”, mantenere attenzione e flessibilità nell’adattarsi a nuovi ritmi e richieste. La riflessione proposta sarà un’occasione sia per capire l’impatto dell’esperienza sul proprio livello di benessere psicofisico sia per massimizzarne i benefici, scoprendo tutti gli atteggiamenti personali che potrebbero rappresentare un vincolo rispetto alle potenzialità del lavoro a distanza”.