"Nel mezzo volta all’Occidente, e all’Orco S’apre oscura caverna, a cui davanti Dovrai ratto passar: giovane arciero, Che dalla nave disfrenasse il dardo, Non toccherebbe l’incavato speco. Scilla ivi alberga, che moleste grida Di mandar non ristà. La costei voce Altro non par, che un guajolar perenne Di lattante cagnuol: ma Scilla è atroce Mostro, e sino ad un Dio, che a lei si fesse, Non mirerebbe in lei senza ribrezzo.", nel Libro XII dell'Odissea, Omero descrive Scilla e Cariddi come due temibili mostri marini capaci di inghiottire e lacerare qualsiasi nave. In tutta la mitologia e letteratura, questo tratto di mare che divide l'Italia continentale, dal lato della regione Calabria, dalla Sicilia, ha sempre suscitato una certa inquietudine, sarà per le sue correnti, per la profondità dei suoi fondali o per i colori così scuri delle sue acque.

Oggi il canale tra Scilla e Cariddi, e più in esteso lo stretto di Messina, continua ad essere un punto problematico per i collegamenti in Italia, tanto da aver fatto emergere la necessità col tempo di collegare la parte continentale del paese all'isola di Sicilia attraverso un ponte. Il ponte sullo Stretto di Messina è uno dei progetti più discussi nella storia dell'architettura italiana del Novecento. Da lungo tempo atteso, poi respinto, bramato ma anche criticato, non si sa ancora se verrà realmente costruito un ponte tra le mitologiche Scilla e Cariddi. Molte sono state le proposte avanzate per creare una struttura avveniristica sullo Stretto eppure tante sono sempre state le difficoltà emerse per la realizzazione della monumentale opera pubblica. Un vecchio concorso di architettura internazionale aveva lanciato una serie di spunti interessanti per la costruzione del ponte ma le ipotesi prese in considerazione dino ad oggi sono sempre riguardate strutture ingegneristiche prive di pathos estetico e di vicinanza al genius loci del posto. C'è chi però ha immaginato il ponte sullo Stretto come una struttura scultorea ispirata all'antica mitologia greca.

Il progetto per il ponte sullo Stretto di Messina dell'architetto Marchisciana Saverio Adriano è una struttura che evoca i due atavici mostri marini di Scilla e Cariddi, da cui prende il nome anche il ponte, attraverso due elementi a torre iconici, posti ai due lati opposti del canale, alte 396 m e distanti 3.200 m l'una dall'altra. A differenza di altre proposte questa cura particolarmente l'aspetto estetico artistico che dovrebbe avere il ponte, oltre che funzionale: "Ciò spiega il loro aspetto vagamente antropomorfo, che sembrano assomigliare a terrificanti guardiani che proteggono lo Stretto di Messina: torri gemelle concepite come indicatori incastonati nel paesaggio, che rappresentano il luogo.", spiega l'architetto italiano su Architectmagazine , "Tra le colossali colonne che sorreggono il ponte, sei grandi turbine eoliche ricordano i sei serpenti dalla testa di cane che erano attaccati al corpo del mostro Scilla. Queste turbine sono progettate per generare elettricità pulita, rendendo il ponte autosufficiente dal punto di vista energetico". Se fosse costruito un ponte del genere "sarebbe il ponte più lungo del mondo, completamente sospeso e sorretto da grandi cavi d'acciaio:", continua Marchisciana, "una significativa opera di infrastruttura che collegherebbe direttamente le più importanti città del sud Italia.