Questa nazione si presenta al pubblico internazionale attraverso l’opera fotografica di Edson Chagas, giovane angolano (classe 1977) che, dopo i primi studi compiuti nel campo del fotogiornalismo, sviluppa una propria poetica artistica al limite tra realismo e astrazione. La mostra dell’Angola: "Luanda, Encyclopedic City", a cura di Paula Nascimento e Stefano Rabolli Pansera, esprime già nel titolo la volontà di seguire le tematiche proposte dal direttore della Biennale di Arti Visive Massimiliano Gioni. Edson Chagas, attraverso l’apparecchio fotografico, descrive una città dai mille volti.

Luanda, capitale dell’Angola abitata da quasi 5 milioni di abitanti, è un centro urbano in cui convivono moltissimi ambienti diversi in una situazione di costante conflittualità; curioso a questo punto ricordare che il motto del Paese centro-africano è "L’unità dà forza". Le fotografie presenti in mostra fanno parte del corpus fotografico Found Not Taken di Edson Chagas: un progetto di recupero di oggetti abbandonati (scarpe, giochi, elementi di arredo urbano…) ricollocati in spazi cittadini che non presentano precisi legami con questi manufatti. Le riflessioni dell’artista riguardano gli "inserimenti forzati" degli oggetti all’interno di uno spazio e la loro ricontestualizzazione in ambienti "altri" da quello iniziale. Interrogandosi sulla genesi delle relazioni tra oggetti e individui all’interno di un’area urbana, Chagas vuole indagare il ruolo che ha l’immaginazione nella formazione di nuovi legami. L’artista invita inoltre il visitatore a riflettere sulle conseguenze che questo nuovo rapporto potrebbe presentare nel tessuto cittadino. L’installazione, realizzata negli spazi di Palazzo Cini, interagisce con il pubblico presentando 23 fotografie stampate in formato poster e collezionabili dai visitatori.