Nel 1968 l'artista David Hockney inizia a dipingere la sua serie di quadri di coppie, immaginarie o reali. Il dipinto de I signori Clark e Percy, amici dell'artista, apparteneva alla serie di quadri di coppie conosciute da Hockney e si differenzia per la prospettiva centrale del dipinto in cui i due coniugi guardano verso l'artista e lo spettatore. Un altro protagonista del dipinto è sicuramente il tappeto che ricopre parte del pavimento e in cui il Sig. Clark immerge i piedi. Quel tipo di tappeto si chiama flokati. Per molti quest'iconico tappeto a pelo lungo è tipico di uno stile di arredamento degli anni Settanta o nordico ma in realtà il tappeto flokati era conosciuto già all'epoca di Alessandro Magno.

© David Hockney. I signori Clark e Percy. 1970–1 (Collezione Tate).
in foto: © David Hockney. I signori Clark e Percy. 1970–1 (Collezione Tate).

La storia del tappeto flokati è riportata nel libro "The Elements of a Home" della storica di design Amy Azzarito. Seconda la Azzarito, Alessandro Magno usò il flokati nella sua campagna d'Egitto e in Asia Minore nel IV secolo per riscaldare le tende dei soldati. Il tappeto flokati infatti non è tipico degli anni Settanta, nonostante sia stato diffuso nell'estetica domestica americana di quegli anni, ma è di origine greca. L'iconico tappeto a pelo lungo è stato ideato per la prima volta nel villaggio di Samarina, i cui abitanti erano principalmente pastori di capre e pecore, fonte primaria di commercio e merci del luogo. Intorno al V secolo d.C., i pastori iniziarono a usare la lana di pecora per proteggersi e riscaldarsi durante l'inverno e sembra che la creazione del primo Flokati sia stato per caso: i pastori Samarina avevano lasciato una delle loro coperte di lana tessuta nelle acque dei Monti Pindo, incustodite per quasi due giorni, e al loro ritorno ritrovarono la lana tipica di quello che sarebbe stato uno dei tappeti più famosi della storia. I pastori di Samarina scoprirono infatti che la lana tessuta delle loro coperte, se lasciata sotto l'acqua che scorre rinforzava il supporto della coperta e il pelo diventava ancora più voluminoso. Il processo di produzione ancora oggi si chiama "a cascata".

Una volta scoperta la caratteristica lana flokati, la notizia si diffuse in tutta la Grecia dove fu usata per creare coperte, biancheria da letto, rivestimenti per pavimenti e persino abiti. La diffusione e importanza internazionale si ebbe poi negli anni Settanta negli Stati Uniti quando lo shag era lo stile distintivo del decennio. Probabilmente l'imposizione nelle case di molti, soprattutto ricchi e alto borghesi americani, si è avuta grazie a Jackie Kennedy Onassis che, dopo il matrimonio con il magnate greco Aristotele Onassis, usò il tappeto flokati nelle sue case soprattutto nella Casa Rosa a Skorpios che era la loro isola privata nello Ionio. Da lì molti iniziarono a usare l'iconico tappeto a pelo lungo nelle proprie case e persino alle pareti, dato il costo della materia prima. In seguito negli anni il flokati è diventato di così larga diffusione da essere usato anche per moquette e negli alberghi. Oggi infatti il processo a cascata è stato automatizzato e non è più fatto a mano, e la lana per il flocati proviene soprattutto dalla Nuova Zelanda.