"Sono nata il ventuno a primavera / ma non sapevo che nascere folle, / aprire le zolle /potesse scatenar tempesta. Così Proserpina lieve / vede piovere sulle erbe, / sui grossi frumenti gentili / e piange sempre la sera./ Forse è la sua preghiera.", così recitano alcuni versi di Alda Merini tratti da Vuoto d’amore del 1991. E proprio il 21 marzo di 90 anni fa nasceva quella che tutti conoscono a Milano come la "poetessa dei Navigli", scomparsa il 1° novembre 2009. In occasione del 90° anniversario dalla sua nascita ripercorriamo la storia che si cela dietro il ponte che Milano le ha dedicato, Ponte Alda Merini, sul Naviglio Grande, di fronte a quella che è stata la casa di Alda Merini, proprio sui Navigli, in Ripa di Porta Ticinese.

Passeggiando lungo i Navigli è impossibile non notare la targa posta sul basamento del Ponte di pietra del Naviglio Grande. Quella targa rivela che il ponte porta proprio il nome della poetessa Alda Merini che viveva lì vicino, al n. 47 di Ripa di Porta Ticinese angolo via Corsico. In queste rive la grande poetessa del ‘900, a cui Milano è da sempre stata molto legata, ha trascorso quasi tutta la sua esistenza. È infatti in occasione del decimo anniversario della scomparsa di Alda Merini, avvenuta il 1° novembre 2009, che il capoluogo meneghino ha intitolato il suo ponte di pietra sul Naviglio Grande ad Alda Merini, vicino proprio alla sua abitazione dove oggi campeggia la targa in memoria dell'amata "poetessa dei Navigli": <<Ad Alda Merini nell'intimità dei misteri del mondo (Milano 21/3/1931 – 1/11/2009)>>.

Il ponte sul Naviglio Grande

La storia di Milano è strettamente legata alla creazione dei Navigli che fungono da rete idrica per tutta la città. Non avendo Milano uno sfogo diretto su un corso d'acqua, in età antichissima si iniziò la costruzione di canali d'acqua artificiali, alimentati dai fiumi dell'entroterra quali il Ticino, Lambro, Adda, in modo da fornire l'approvvigionamento idrico e creare vie di trasporto utili per la città. Attraverso questi collegamenti artificiali, Milano risulta collegata al mare Adriatico. Fuori da Milano la rete idrica creata serve per l'irrigazione dei campi della Pianura Padana; a Milano rappresentano un importante rotta di esportazione e importazione. Tipiche sono le case con i tetti in legno e i lavatoi che si trovano lungo i canali che un tempo accoglievano artigiani e naviganti, oggi sono studi di artisti, boutique, caffè e ristoranti. Anche Leonardo da Vinci lavorò al sistema di chiuse dei navigli di Milano e di preciso a quello del canale più antico della città, il Naviglio Grande, costruito negli anni 1177-1257 ed alimentato dal fiume Ticino. Lungo circa 50 km, il Naviglio Grande fu usato anche per trasportare i blocchi di marmo cisterne di Candoglia dal Lago Maggiore fino al Duomo per costruire il più importante monumento della città, il Duomo. Fu Napo Torriani nel corso del 1200 a completare i lavori di navigazione dei canali e da allora sul Naviglio passarono i barchett che trasportavano persone e barche per le merci fino al 1979 quando l'ultima imbarcazione si arrese alla strada e i motori veloci. Il "Ponte di pietra" lungo il Naviglio Grande, oggi intitolato alla Poetessa dei Navigli Alda Merini, risale al 1531. Era costruito in legno e inizialmente era conosciuto come “Ponte della Madonnina” per la presenza di un ritratto sacro in via Corsico. Sotto il governo austriaco fil ponte fu riedificato in ghisa. Nel Novecento fu poi ricostruito nella versione attuale in cemento e ferro che oggi è diventato anche una simbolo dell'amore eterno con la sua collezione di lucchetti degli innamorati.