Photo credit Stefano Govi
in foto: Photo credit Stefano Govi

Mai come in questo periodo storico abbiamo la possibilità di visitare l'Italia e scoprire veri e propri tesori d'arte, storia, cultura e natura che spesso abbiamo ignorato perché troppo vicini. Ora che le vacanze sembrano incerte e gli spostamenti limitati, viaggiare nel nostro Bel Paese, soprattutto con l'arrivo del clima più mite, risulta la migliore delle soluzioni possibili. Tra paesaggi da fiaba e lussuose ville ricche di storia, il Lago di Como, a meno di un'ora di auto o treno da Milano, ci sorprende e ci guida alla scoperta dei suoi gioielli architettonici.

Situato nel cuore della Lombardia, il Lago di Como occupa una posizione strategica, facilmente raggiungibile da varie città del nord ed aeroporti. Suddiviso nelle due province di Como, che si estende lungo la sponda occidentale del lago, e Lecco, lungo la sponda orientale, Il Lago deve la sua fama ad un paesaggio lussureggiante caratterizzato da vette verdi tutte intorno che si specchiano nelle limpide acque. Nonostante la poca estensione territoriale, in questa zona. come poche in altre località italiane, si può trovare una grande varietà ambientale, come la montagna, il lago, la collina e l'oasi faunistica, di panorami, di insediamenti umani e borghi pittoreschi. La costa del Lago di Como è inoltre punteggiata da splendide dimore, di una bellezza e di un’eleganza sorprendenti, straordinari monumenti incastonati nei lussureggianti giardini, che crescono rigogliosi grazie al clima del lago, insolitamente mite per la sua posizione geografica.

Il Lago di Como è caratterizzato da incomparabili tesori d’arte e di natura che qui convivono fin dall’antichità in perfetta armonia. Questo periodo di post pandemia, in cui gli spostamenti fuori dal territorio nazionale sono ancora ridotti, è l'occasione giusta per cogliere le suggestioni architettoniche, letterarie, poetiche e cinematografiche che hanno contribuito a rendere questo luogo unico al mondo. Non solo una natura incontaminata e panorami mozzafiato, il Lago di Como è punteggiato di numerose ville storiche, contornate da splendidi giardini, che rappresentano veri gioielli di architettura tra il Cinquecento e l'Ottocento, e che in questa stagione sono ancora più cariche di fascino. Partendo da Como, città di antichissima tradizione e di fondazione romana più di duemila anni fa, si può percorrere la sponda occidentale alla scoperta di alcune delle ville più belle de Lago, da Villa Olmo a Villa Carlotta, per poi attraversare le acque arrivare a Bellagio e concludere sulla sponda orientale a Varenna, tra Villa Cipressi e Villa Monastero, alla scoperta della storia, arte, cultura, che qui convivono in uno scenario di irripetibile bellezza.

Villa Olmo

Villa Olmo è tra i principali simboli della città di Como. Edificata nel XVIII secolo, rappresenta una tra le più celebri e sontuose dimore storiche comasche, circondata da un grande giardino all’italiana e affacciato sul Lago di Como. La Villa con il suo parco è testimonianza romantica e affascinante di un epoca, tra il 1700 ed il 1800, che rese le sponde del Lario meta ambita dei Grand Tour della nobiltà europea. Secondo una tradizione mai accertata, il nome Villa Olmo deriva dalla presenza di due olmi, molto vecchi e di grandi dimensioni, nel parco circostante la villa. La villa è stata costruita tra il 1782 ed il 1787 dall’architetto ticinese Simone Cantoni, per conto di Innocenzo Odescalchi, in stile neoclassico. Nel 1824, con la morte del marchese Odescalchi, la Villa passò alla famiglia Raimondi. Per Villa lmi passarono illustri personaggi della storia italiana ed europea come Giuseppe Garibaldi, Ferdinando I d’Austria e altri. Lo stemma in pietra al centro della balaustrata che corona l’edificio è della famiglia dei duchi Visconti di Modrone che acquistarono la villa nel 1883. Nel 1925 Villa Olmo fu poi ceduta al Comune di Como che ne ha fatto sede prestigiosa di mostre, manifestazioni e convegni.

Villa Bernasconi

Villa Bernasconi è uno dei rari esempi di architettura Liberty sul Lago di Como. Edificata tra il 1905 e il 1906 su progetto dell’architetto Alfredo Campanini come “casa alla moda” per l’ingegnere Davide Bernasconi, fondatore delle omonime Tessiture Seriche a Cernobbio sul finire del XIX secolo, si trova a Cernobbio, a poca distanza dal Lago. Dal 2017 Villa Bernasconi è un’originale realtà museale caratterizzata da un percorso innovativo e interattivo con esperienze multisensoriali. Il concept del museo è quello della “casa che parla”: il visitatore è un ospite della casa ed è la stessa Villa Bernasconi a guidarlo nel percorso museale. La visita inizia già all'esterno della villa per poi continuare nei due livelli interni: al piano rialzato viene raccontato il contesto storico, artistico e culturale del periodo di edificazione della villa (i primi del ‘900 e la Belle Epoque), raccontando le trasformazioni sociali, economiche, culturali ed estetiche, di cui è stata testimone. Al piano superiore si raccontata la storia di Davide Bernasconi, primo proprietario della villa,  della sua famiglia e dell’azienda da lui fondata, le Tessiture Bernasconi, attraverso anche i racconti dei suoi dipendenti e con un occhio sempre attento al dialogo con la contemporaneità. Il Museo Villa Bernasconi ha riaperto il 1 giugno, dopo la chiusura imposta dall’emergenza Covid-19, in una veste un po' diversa: "La #casacheparla a Cernobbio (CO), riaprirà le porte al pubblico", spiega Claudia Taibez, Responsabile Area cultura e tempo libero del Comune di Cernobbio, "E lo farà con il suo consueto stile giocoso e interattivo, invitando i visitatori a trasformarsi nientemeno che in… ladri di storie! E cosa deve fare, infatti, un ladro che si rispetti? Deve introdursi in casa indossando i guanti per non lasciare impronte e muoversi tra una stanza e l’altra con il volto ben coperto da una maschera, avendo cura di non superare le strisce di delimitazione delle scene del crimine. Ecco, quindi che, con un semplice storytelling, l’osservanza delle norme di igiene e sicurezza diventa un gioco".

Villa del Balbianello

Villa Balbianello domina un suggestivo promontorio a picco sul lago di Como da cui si godono scorci incantati del Lario. Elegante dimora del XVIII secolo, realizzata dal cardinale Durini, letterato e mecenate, a partire dal 1787, la splendida Villa del Balbianello è un oasi di pace e bellezza che nei secoli ha ospitato letterati e viaggiatori affascinati dalla sua posizione e fascino. Il suo ultimo proprietario, Guido Monzino, imprenditore, collezionista e appassionato viaggiatore, fece della Villa il rifugio e l'archivio dei ricordi della sua vita avventurosa che lo condusse, primo italiano, in cima all’Everest. Guido Monzino nel 1988 lascio la Villa in eredità al FAI e oggi si possono ammirare mappe, strumenti di viaggio, libri, arredi e oggetti d’arte antica e primitiva come cimeli delle sue avventure alpinistiche. La caratteristica più spettacolare della Villa sono i suoi giardini che il FAI mantiene con la stessa maniacale perfezione. Protesa sulla boscosa penisola di Lavedo, al centro del Lago di Como, la villa allieta i visitatori tra scorci romantici, viali fiancheggiati da statue, terrazze panoramiche e copiose fioriture. La sua bellezza attira visitatori da ogni parte del mondo e persino registi di Hollywood che qui hanno ambientato celebri film, come Star Wars e 007.

Il Lago di Como da Villa Balbianello. Photo credit Stefano Govi
in foto: Il Lago di Como da Villa Balbianello. Photo credit Stefano Govi

Villa Carlotta

Villa Carlotta, affacciata sulle rive del lago di Como, fu costruita alla fine del Seicento dai marchesi Clerici di Milano. Nel 1801 Giovanni Battista Sommariva, all’epoca presidente del Comitato di Governo della Repubblica Cisalpina (1797-1802) istituita da Napoleone Bonaparte in Italia settentrionale, acquistò la Villa che qui ha potuto coltivare la sua passione per le arti, e in particolare per la scultura, tanto che oggi la Villa ospita capolavori di Antonio Canova e Berthel Thorvaldsen. Nel 1843 la villa passò in proprietà alla principessa Marianna di Prussia che, nel 1850, diede in dono la villa alla figlia Carlotta in occasione delle sue nozze con il duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen, di cui resta il nome. Dal Seicento la Villa ha subito varie modifiche e arricchimenti per assecondare le esigenze dei proprietari. Oggi l'edificio ha una veste Ottocentesca. Durante la Prima Guerra Mondiale la villa fu usata dallo Stato italiano e nel 1927 fu data in gestione all'Ente Villa Carlotta che ancora oggi si occupa della tutela e della promozione di Villa Carlotta e del Centro Lago in Italia e all'estero. I giardini di Villa Carlotta con le sue specie arboree rare e rigogliose sono un vero e proprio spettacolo della natura sulle rive del Lago.

Villa Melzi d'Eril

Villa Melzi d'Eril è stata fondata a inizio Ottocento da Francesco Melzi d'Eril, duca di Lodi, vicepresidente della prima Repubblica Italiana e amico personale di Napoleone, come sua residenza estiva a Bellagio, la perla del Lago di Como. Posta in un sito dall'incomparabile vista e dal clima mite, la villa è stata costruita su progetto di Giocondo Albertolli, architetto di fiducia anche per il palazzo di Milano, e da Luigi Canonica e all'agronomo Luigi Villoresi, gli stessi realizzatori del Parco di Monza che hanno curato il disegno dei giardini. La villa è stata realizzata in stile neoclassico e gran parte del suo fascino è dovuto allo straordinario parco affacciato sul lago. Dal laghetto di ninfee al chiosco in stile moresco passando per il monumento a Dante e Beatrice del Comolli, che pare abbia ispirato la Sonata a Dante di Liszt, passeggiare per i giardini di Villa Melzi d'Eril con vista mozzafiato sul Lago è emozionante. Essenze esotiche e rare si alternano ad alberi secolari, camelie, rododendri e azalee, in questo giardino di valore botanico e storico unico. Lungo la passeggiata del viale dei platani, si arriva nel terrazzo antistante la villa fino alla cappella di famiglia, progettata dall'Albertolli, che delimita il giardino verso l'esterno.

Villa Cipressi

Posta a Varenna, sul Lago di Como, Villa Cipressi è un magnifico complesso di edifici e giardini, realizzati e costruiti tra il 1400 e il 1800. Appartenuta prima alla famiglia Serponti, la struttura passò successivamente nelle mani di diversi prestigiosi personaggi, come il Barone Isimbardi, che qui istituì un laboratorio della Zecca di Milano, di cui era Direttore; la famiglia Andreossi, Sir Sulton, gli inglesi Astley e la famiglia Accame. Dal 1980 la Villa è di proprietà dei Varennesi, ed è stata destinata ad uso pubblico. Dopo un accurato restauro che ha permesso di conservare le linee architettoniche preesistenti, pur restando di proprietà del Comune di Varenna, Villa Cipressi oggi è un albergo di lusso con ristorante e centro convegni, oltre che sede comunale per i matrimoni di rito civile. Spesso l'hotel viene usato infatti come set matrimoni di coppie provenienti da tutto il mondo. Se all'interno della Villa restano pochi elementi del suo passato prestigioso, come la scala monumentale o alcune camere affrescate, i giardini, aperti al pubblico, sono ancora oggi un capolavoro di architettura con scalinate e terrazzamenti digradanti a lago. Lungo il percorso, aiutati anche dal supporto tecnologico innovativo, si possono ammirare numerosissime specie vegetali come l’ agave americana, il mirto, la tamerice, il cipresso, il diospiro, e diverse specie stagionali.

Villa Monastero

Villa Monastero, a Varenna, nasce alla fine del secolo XII come antico monastero femminile, di fondazione cistercense, dedicato a Maria Vergine. Dai valsassinesi Mornico al tedesco Walter Kees, fino ai milanesi De Marchi di origini svizzere, vari sono stati i proprietari della villa ai quali bisogna attribuire il suo attuale aspetto di dimora eclettica. Nel 1939 i De Marchi la donarono allo Stato, con l’obbligo di conservarla ed adibirla ad istituzioni culturali di pubblico beneficio. Dal 2003 Villa Monastero è una Casa Museo il cui percorso di visita si snoda su due livelli, il piano terra e primo piano dove si possono ammirare decorazioni e mobili originari dei precedenti proprietari. Completa la Casa un meraviglioso Giardino Botanico, ricco di specie botaniche rare ed esotiche che in primavera si mostra ancor più rigoglioso grazie al clima mitigato tipico del Lago di Como.