Quando si diventa adulti è inevitabile ogni tanto sentire la mancanza di quando si frequentava la scuola, specialmente le elementari, e l'unica preoccupazione era quella di pensare a cosa mettere sotto il grembiule, le tabelline da ricordare, le figurine da scambiarsi con i compagni di classe o cosa scrivere nel tema dopo le vacanze estive. Si cresce e la spensieratezza svanisce o viene oscurata dalle responsabilità e le preoccupazioni quotidiane. Ma a volte basta guardare un immagine per ritornare bambini e riprovare l'emozione di ritrovarsi tra i banchi di scuola a giocare con i compagni.

Tutti ricorderanno i quaderni con le righe alternate e l'emozione che si provava quando finalmente si passava a quelli a righe normali: si erano fatti dei progressi nella scrittura e ci si sentiva invincibili; quando dai quadrettoni si approdava ai quadretti: significava che si stava diventando grandi e adesso faremmo di tutto per tornare invece a scrivere su quei righoni o i quadretti giganti. Il grembiule, la cartella, l'astuccio per le penne sono tutti oggetti che immediatamente ci portano indietro nel tempo e ci fanno rivivere la spensieratezza dell'infanzia, della scuola elementare dove ogni cosa era una scoperta. I fortunati che hanno frequentato le scuole legate al metodo Montessori ricorderanno sicuramente tutti gli strumenti per imparare più facilmente le tabelline: le decine, le centinaia e le migliaia erano perline colorate che non davano l'impressione di studiare ma di giocare. E poi l'abaco, la lavagna con i gessetti colorati per apprendere la grammatica più facilmente, per creare gli insiemi o evidenziare elementi importanti nelle espressioni. Tanti gli elementi che hanno condizionato la nostra infanzia e che oggi non possiamo non ricordare col sorriso.