Al Festival di Sanremo, le scenografie, come i cambi d'abito delle vallette nel corso della serata, sono sempre state al centro delle discussioni sulla kermesse canora, partendo da quel lontano 1951, anno della prima edizione, in cui la manifestazione si svolgeva nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo, sede per 25 anni della manifestazione canora. Allora non si parlava ancora di vere e proprie scenografie: c’era un ampio salone con sedie e tavolini, con un palcoscenico non molto grande, addobbato con i classici bouquet di fiori, dove si esibivano i cantanti proprio nel corso della cena, programmata per intrattenere i giocatori del Casinò. Il Festival era trasmesso dalla Radio in differita, quindi non c’era un esempio concreto di come potesse essere la scena del palco.

Nel 1955 Sanremo va in tv e nelle case degli italiani comincia ad apparire una scenografia in bianco e nero, il palco ricco di fiori, le tende luccicanti. L’orchestra era posizionata dietro il palco e sul boccascena la scritta Rai. Dal 1957 Lorenzo Musso è l'indiscusso protagonista dei bozzetti di scena, in cui la profondità del palco veniva data da pannelli dipinti che rappresentavano scene di attualità e di cui si occupò fino al 1976. Gli anni '60 sono anni in cui si comincia ad osare: la scenografia del 1961 era rappresentata da una fontana con zampillo d’acqua che spiccava sullo sfondo mentre il pergolato fu adattato al soffitto, al quale vi erano appesi dei cestini riempiti con i fiori di Sanremo. Nel 1963 la scena cambia radicalmente, c’è una pista che scende a forma di S che fa da cornice a due palchetti per separare i presentatori dagli artisti. Bisognerà attendere il 1964 per vedere l'esordio al Festival della storica e temutissima scala centrale. Quella del 1969 è una scena che si presenta con un gioco di specchi ci sono decine di pannelli con le immagini della città dei fiori, mentre i fiori adornano tutto il palco, unica vera costante di questi anni.

Nel 1977 il Festival si trasferisce al Teatro Ariston, lo spettacolo è a colori, la scenografia rimodernata. Gli anni '70 saranno caratterizzati dall'introduzione di macchinari tecnici, come i monitor, che faciliteranno la cura delle scenografie. Ma saranno gli anni 801 a far esplodere la fantasia al Festival di Sanremo: il palco si trasforma in una discoteca con tanti specchi e pavimenti luminosi, per opera dell’Architetto Enzo Somigli. Quella del 1987 è la prima scenografia che porta la firma di Gaetano Castelli. Lo scenografo che allestirà il palco per ben 19 volte. Armando Nobili firma le scenografie della fine degli anni novanta e inaugura il nuovo millennio.

Sanremo 1977. Foto dal sito aristonsanremo.com
in foto: Sanremo 1977. Foto dal sito aristonsanremo.com

L'edizione 2006 del Festival, condotta da Giorgio Panariello, benchè poco fortunata sul fronte degli ascolti, viene ricordata per una scenografia d’eccezione firmata dal premio Oscar Dante Ferretti: l’ambientazione del Festival è teatrale, nuova rispetto al passato. Nel 2007 il grande ritorno di Gaetano Castelli che firmerà anche la scenografia del 2008. L'innovazione è il tema: l’unione tra passato e futuro. Per la prima volta appaiono effetti d’acqua a cascata e fiumi di lava. Una scenografia fatta su misura per ogni cantante: una sceneggiatura per ogni brano. Per quest'edizione, ‘il mago' della scenografia crea botole, pedane che si muovono silenziosamente, motori in grado di sollevare oltre 5 mila tonnellate. L'anno successivo sul palco fa la sua apparizione l'effetto Broadway, come lo chiama lo stesso Castelli, grazie ad un diamante di plexiglass su cui si sono esibiti i cantanti con dinamici effetti di luce. “In questa edizione – dice lo scenografo Castelli – sono tornato a scegliere le linee rette, dopo le curve dello scorso anno, anche per far risaltare di più le macchine teatrali che con i loro movimenti per dare allo spettatore la sensazione di essere all’interno di un grande musical. Scenografia diversa ogni sera, con sorprese che sono state svelate al pubblico all’improvviso”, dice lo scenografo.

Nell'edizione del 2009 un tripudio di colori, giochi di prospettiva caratterizzano la scena e rendono la kermesse sempre più sfavillante. Il risultato finale è quello di un effetto “rotondità” dato da otto ledwall concavi, alti sette metri, intorno alla scalinata centrale, che si muovono creando giochi di immagini e di grafica. Il risultato finale è quello di un effetto rotondità dato da ledwall concavi, alti sette metri, che si muovono creando giochi di immagini e di grafica. “Un impianto che mi piace definire ‘spaziale’", dice l'Architetto Castelli. "E’ scenotecnica, più che scenografia, nel senso che l’utilizzo della tecnologia permette di “muovere” tutto, di dare dinamicità al Festival, di dare a ogni momento di spettacolo e a ogni protagonista una propria irripetibilità. Abbiamo scelto elementi semplici a prima vista ma in grado di dare profondità alla scena e lasciar spazio alle sorprese della nostra macchina, sintetizzando il passato delle mie scenografie con la novità tecnologica estrema, facendola diventare spettacolo essa stessa. Un omaggio ai 60 anni di Festival e ai protagonisti di questa edizione”.

Il 2011 è l'anno in cui dal palco scompare la scalinata, croce e delizia del Festival, un anno sicuramente che sarà ricordato: "Ho cercato di far incontrare passato e presente e ogni anno è uno spingersi più avanti, senza sentirsi mai arrivati. È questo il mio segreto nel ‘disegnare’ il Festival di Sanremo", spiega Gaetano Castelli, affiancato ormai dalla figlia Maria Chiara spiega. Nel 2012 Gaetano Castelli annuncia il suo ritiro dalle scene e sarà il suo ultimo palco a Sanremo. Nel 2013 la scenografia si fa donna con Francesca Montinaro, che realizza uno sfondo ispirandosi allo stile barocco dei fratelli Bibbiena e unisce direttamente gli strappi logori di Burri ai tagli filosofici di Fontana. Nel 2014 saranno ancora mani femminili, quelle di Emanuela Trixie Zitkowsky, a curare la scenografia. Mentre nel 2015 e nel 2016 la scenografia viene affidata all'architetto Riccardo Bocchini che riporta i fiori sul palco dell'Ariston ma in versione tecnologica e futuristica.

Sanremo 2017 – Scenografia Bocchini – Photo credit Riccardo Bocchini Architetto
in foto: Sanremo 2017 – Scenografia Bocchini – Photo credit Riccardo Bocchini Architetto


Nel 2017, per il terzo anno consecutivo,
è Riccardo Bocchini a progettare la scenografia del 67° festival di Sanremo che si ispira ad un cartoncino e una fustella: "Una linea continua, un segno progettuale che vuole trasformare il teatro Ariston in una suggestiva Music -Hall.", racconta l'architetto, "L’idea è quella di rappresentare lo spazio scenico come un grande pop up, visto da angolazioni diverse, che si trasforma in un gioco progettuale del tutto originale dove la scenografia si unisce alla grafica ed alla tecnologia…Con quest’anno finisce un trittico scenografico, 2015/2016/2017, in cui si è voluto mettere in evidenza l’aspetto progettuale, tecnologico, scenografico, coniugato ad una simbologia artistica legata ai fiori". Nel 2018 la scenografia del Festival di Sanremo è stata affidata a Emanuela Trixie Zitkowsky, la stessa che dal 2000 firma le scenografie delle case del Grande Fratello, che per il 68° Festival ha dichiarato di essersi ispirata alla Città del futuro: il palco dell'Ariston diventa un auditorium in cui le scale sono al centro di un fiore strutturale.