"Perché progettare la morte?", è da questa domanda che è partita la designer Shaina Garfield per creare una bara ecologica. Leaves è la prima sepoltura sostenibile che utilizza i funghi per biodegradare il corpo in modo che si decomponga rapidamente e fertilizzi il terreno circostante. I nostri metodi di sepoltura tradizionali sono infatti tutti dannosi per la natura, compresa la cremazione e persino l'imbalsamazione. Così per la designer newyorkese era giunto il momento di ripensare ad un modo più rispettoso della natura per il postmorte.

Leaves è la bara sostenibile che offre un'alternativa ai tradizionali metodi di sepoltura dannosi per l'ambiente. Realizzata con materiali biodegradabili, questa bara, una volta sepolto il corpo permette al fungo di crescere per accelerare la decomposizione. Il fungo si ciba della pletora di tossine nei nostri corpi, in questo modo solo i nutrienti entrano nel terreno. Sopra ogni sepoltura con Leaves viene inoltre piantato un albero in modo che rappresenti un faro di nuova vita. "Quando mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme, ero così malatz che a un certo punto credevo di dover affrontare la morte.", spiega  la designer Shaina Garfield, "Guardando indietro, mi sono resa conto di come quei momenti mi hanno profondamente cambiato. Attraverso il mio processo di guarigione, sono diventata così connesso alla Natura e umiliata dal potere della Terra di guarire. Volevo ricreare questa bella relazione con la terra per altre persone".

Presentato in anteprima a Design Indaba, Leaves è una sepoltura ecologica che consiste nell'avvolgere il corpo in cotone naturale, stenderlo su una superficie di legno di pino e fissarlo con una rete intrecciata di corda che è stata creata con spore di fungo. Una volta che il corpo viene sepolto, i funghi si moltiplicano e accelerano la decomposizione del corpo. In questo modo il corpo umano ritorna alla natura nella sua forma più naturale e meno tossica. A distanza di un anno dalla sepoltura, quando il terreno è pronto e sano verrà piantato l'albero come "memoriale fisico". In questo modo si rivoluzione il concetto stesso di cimitero che non sarà più un luogo di morte ma di vita.