Il 15 aprile 2020 si sono celebrati i 568 anni dalla nascita di Leonardo da Vinci che ancora oggi rappresenta il genio italiano per eccellenza. Pittore, scultore, ingegnere e scienziato, Leonardo da Vinci è stato sicuramente uno dei talenti universali del Rinascimento e una delle figure più complesse della storia d'Italia, tanto da ispirare romanzi, film, mostre e, più di recente, anche serie televisive come la fiction-evento Rai, Leonardo, dedicata al grande Maestro rinascimentale, in onda su Rai 1 in prima serata.  Esperto di architettura, scultura, pittura, disegno, anatomia, musica, astronomia, scenografia e scienza, Leonardo da Vinci è meritatamente considerato uno dei geni dell'umanità. Il suo fedele Melzi, alla sua morte disse: "Tutti addolorati a la perdita di un uomo simile, la cui natura simile non si ripeterà mai". Ma al di là del suo immenso operato e della sua influenza sull'umanità, quanto si sa davvero su Leonardo da Vinci?

1. Probabili origini non italiane

Leonardo di ser Piero da Vinci, nato il 15 aprile 1452 a Vinci, era figlio illegittimo di uno stimato notaio fiorentino, Piero, che aveva tra i suoi clienti anche membri della famiglia Medici. La madre invece si chiamava Caterina che all'epoca era un nome comune delle schiave convertite al cattolicesimo originarie dell'Oriente. Da alcune impronte rilevate sul San Girolamo, sembra inoltre che Leonardo da Vinci avesse caratteristiche tipiche degli arabi. Tuttavia, nell'anno 1452, Ser Antonio, padre di Ser Piero, annotò nel suo diario: "Mi nacque un nipote, il figlio di Ser Piero, mio ​​figlio, il 15 aprile, un sabato, alle tre del mattino". Ser Antonio, proprietario terriero residente nel borgo fiorentino di Vinci, era un uomo di poche occupazioni. Fu merito di Ser Piero, notaio, se il giovane Leonardo fu condotto, ancora adolescente, in una delle botteghe più prestigiose dell'epoca, quella di Andrea Verrocchio, dove iniziò a maturare quel genio del Rinascimento che tutti conosciamo.

2. Leonardo portò la Gioconda in Francia

Molti pensano che il Ritratto di Monna Lisa, da tutti conosciuta come la Giocond,a sia una tra le tante opere trafugate dai napoleonici e condotte in Francia. Fu invece proprio Leonardo da Vinci a portare con sé la famosa opera che vendette al Re Francesco I per 4 mila scudi d'oro (la somma di due anni di stipendio per Leonardo). Esposta al Louvre di Parigi, la Gioconda rappresenta il ritratto più celebre del mondo. Leonardo da Vinci ha iniziato a lavorare al famoso quadro tra il 1503-1505 e non essendo riuscito a finirla in quegli anni, portò con sé il dipinto nei suoi vari spostamenti, per poi terminarlo nel castello di Cloux, in Francia, per poi essere venduta a Francesco I. Secondo Vasari, la giovane riprodotta nel quadro di Leonardo da Vinci è Lisa Gherardini, una nobildonna fiorentina, sposa del ricco commerciante Francesco del Giocondo, da cui prende il nome il titolo più conosciuto dell'opera. La Gioconda fu oggetto di un solo unico furto e precisamente nel 1911 quando un ex dipendente del Louvre, l’italiano Vincenzo Peruggia, sottrasse l'opera per riportarla in Italia e fu arrestato dopo due anni nel tentativo di venderla sul mercato nero a Firenze.

Leonardo da Vinci – Ritratto di Monna Lisa (La Gioconda)
in foto: Leonardo da Vinci – Ritratto di Monna Lisa (La Gioconda)

3. Leonardo era vegetariano

Leonardo era un animalista ante litteram; spesso si recava nei mercati a liberare gli animali in gabbia che dovevano essere venduti. E secondo un suo contemporaneo, il navigatore Andrea Corsali, Leonardo da Vinci non si cibava di nulla che avesse del sangue. Sembra sia proprio sua la frase "Verrà il giorno che sarà giudicato delitto uccidere un animale come ora uccidere un uomo". Fu tuttavia il grande spirito analitico di Leonardo e la sua attenzione verso il mondo circostante a porre le basi per il suo metodo di indagine della natura: osservando i fenomeni naturali il Genio rinascimentale è riuscito a capire le loro leggi fondamentali.

4. Praticava la sodomia?

Sono state ritrovate carte riguardanti un processo per sodomia in cui Leonardo da Vinci fu imputato, insieme ad altri allievi della bottega del Verrocchio, nel 1476. La vittima dell’abuso sembra fosse un certo Jacopo Satarelli, apprendista orafo fiorentino di 17 anni. Ma presto, nonostante la breve incarcerazione di Leonardo, vennero tutti assolti perché la denuncia era anonima e non poteva essere accettata. Per quanto riguarda invece le accuse di omosessualità, in un secondo processo i giudici chiusero la causa dichiarando "il non luogo a procedere".  Walter Isaacson, autore di una biografia su Leoanrdo da Vinci, ha spiegato in un'intervista al National Geographic: "Era gay, illegittimo, mancino, un po ‘eretico, ma la cosa buona di Firenze era che negli anni Settanta era una città molto tollerante. Leonardo andava in giro per la città indossando abiti corti, viola e rosa che erano un po ‘sorprendenti per i fiorentini, ma era molto popolare. Aveva un numero enorme di amici sia a Firenze che a Milano. Registra molte cene con amici intimi, che erano un gruppo eterogeneo: matematici, architetti, drammaturghi, ingegneri e poeti. Quella diversità ha contribuito a plasmarlo".

5. Strana scrittura

Leonardo da Vinci era solito scrivere da destra verso sinistra e spesso partendo dall'ultima pagina per arrivare alla prima. Sembra che la motivazione fosse dettata da un suo tentativo di non far comprendere le sue invenzioni ai non iniziati al suo codice tanto da essere accusato di essere uno "scrittore del diavolo". In realtà Leonardo era un mancino non corretto dall'infanzia per cui secondo i neurologi era normale che si fosse abituato da piccolo a scrivere in questo modo. I suoi taccuini non erano solo ricchi di dettagli scritti, note e osservazioni, Leonardo da Vinci era anche molto abile a schizzare e i suoi schizzi sono ancora oggi oggetti di studio e di mostre dettagliate che mostrano l'importanza degli studi del Maestro rinascimentale per l'ingegneria civile e militare. All'età di trent'anni, dotato "di tutto il necessario per adempiere alla sua missione universale", Leonardo si recò a Milano, dove inviò al Reggente una lettera, diventata poi famosa, in cui spiegava tutto ciò che avrebbe potuto fare per il Ducato come costruire canali, fabbricare nuove armi. La lettera si concludeva con l'affermazione che, in pittura e scultura, poteva fare "qualsiasi compito come un altro uomo".

6. Screditò la chiromanzia

Leonardo da Vinci dimostrò che i chiromanti erano solo dei cialtroni analizzando le mani di alcuni morti nello stesso momento e facendo notare che le linee della vita era dissimili. Uomo di scienza, ingegnere, inventore, dai progetti per macchine volanti agli studi innovativi su ottica e prospettiva, Leonardo non avrebbe mai potuto avallare le teorie e le attività dei chiromanti, lui che ha fuso scienza e arte per creare opere che hanno cambiato la storia dell'umanità.

7. Scoprì la funzione del cuore

"Questa è la storia miracolosa, che non solo è vera, ma può essere dimostrata", scrisse una volta Paul Valéry sulla vita di Leonardo da Vinci. Al tempo di Leonardo da Vinci si credeva che il cuore servisse solo a scaldare il sangue. Fu lui a rivelare al mondo la funzione di pompa del cuore nel corpo umano. Così alcune strutture anatomiche cardiache portano il suo nome come la “trabecola arcuata di Leonardo” o il “fascio moderatore di Leonardo da Vinci”. Leonardo ha contribuito infatti allo studio dell'anatomia dissezionando cadaveri in modo da rivelare l'effettivo funzionamento del corpo umano; nel campo della fisica ha studiato le leggi delle onde e delle correnti e il volo degli uccelli.

Leonardo da Vinci – Uomo Vitruviano
in foto: Leonardo da Vinci – Uomo Vitruviano

8. Amava le barzellette

Leonardo raccontava molte barzellette e a volte anche sconce. Da diverse opere letterarie, tra cui gli scritto del Vasari, apprendiamo che Leonardo da Vinci non era solo un genio in tutte le arti e attività in cui si impegnava, ma era anche un gran burlone, amava fare scherzi e dispetti. Ad esempio, modellava animali strani con un tipo di cera collosa, che riempiva d'aria per poi farli cadere in testa agli ospiti, così da spaventarli. Una volta, a chi gli chiese come mai i suoi figli, a differenza delle sue opere d'arte meravigliose, fossero brutti, Leonardo rispose che le sue opere erano state create con la luce del giorno mentre i suoi figli erano frutto di attività fatte al buio.

9. Scoprì l'età degli alberi

Leonardo fu il primo a capire che contando gli anelli del tronco di un albero si poteva ricostruire l'età di una pianta. Si può dire che è stato il padre della dendroclimatologia, scienza nata diversi secoli dopo. Pochi giorni prima di morire ad Amboise il 2 maggio 1519, dove il suo ultimo protettore, Francesco I, gli aveva fornito alloggio, Leonardo pronunciò la parola: "Sopravviverò", con cui faceva riferimento al perdurare della sua influenza. Le sue scoperte, opere e i suoi insegnamenti hanno sicuramente cambiato la storia dell'umanità, proprio come un albero può fare all'interno dell'ecosistema naturale lasciando per sempre il suo segno nel mondo.

10. Errori

Leonardo è stato un genio rinascimentale ed è uno dei più grandi geni dell'umanità ma non per questo era infallibile. Anche nelle sue teorie sono presenti alcuni errori come la convinzione che nel cervello ci fossero tre ventricoli. O quando dipinse il Cenacolo con una tecnica diversa dall'affresco, che lui detestava, e quando ancora era in vita si accorse che, a causa dell'umidità, il famoso dipinto si era ridotto ad una macchia di colore.

Leonardo da Vinci – Ultima Cena (Cenacolo)
in foto: Leonardo da Vinci – Ultima Cena (Cenacolo)