3 Febbraio 2014
15:33

Les Bains Douches di Parigi diventa una galleria d’arte pop-up

50 artisti internazionali hanno invaso di graffiti il leggendario club parigino preferito da Warhol prima che sia trasformato in un albergo.
A cura di Clara Salzano

Spesso siamo abituati ad ammirare opere di artisti di strada fuori le mura degli edifici, ma esiste un luogo dove la street art è stata invitata all'interno di queste mura: Les Bains, a 7 rue du Bourg-l'Abbé nel 3° arrondissement di Parigi, meglio conosciuto come Les Bains Douches, una tipica casa parigina del 19° secolo trasformata nel 1979 – con l'aiuto di un allora sconosciuto Philippe Starck – in una delle sala da concerto rock e night club più frequentata della capitale francese.

Bains Douches courtesy galerie Magda Danysz credit photo Jerome Coton1
Bains Douches courtesy galerie Magda Danysz credit photo Jerome Coton1

Nel suo periodo di massimo splendore, band come Joy Division e Simple Minds si sono esibiti in questo leggendario club parigino, mentre artisti come Andy Warhol e David Bowie frequentavano la sala VIP. La sede chiuse nel 2010, in gran parte a causa di problemi strutturali provocati da alcuni lavori di demolizione autorizzati. Prima che la struttura sia trasformata in un elegante boutique hotel, il proprietario di Les Bains, Jean- Pierre Marois, ha invitato 50 artisti di strada ad invadere e vivificare, di nuovo, i 3000 mq dell'ex club, sotto l'egida della gallerista parigina Magda Danysz.

215– Space Invader – courtesy Magda Danysz Gallery, photo Stéphane Bisseuil
215– Space Invader – courtesy Magda Danysz Gallery, photo Stéphane Bisseuil

"Artisti provenienti da Los Angeles, Lisbona, Roma, Copenaghen, Berlino e Parigi hanno partecipato all'iniziativa, e alcuni addirittura dormito nel grande appartamento di quattro camere da letto, unica zona riscaldata in questo edificio di congelamento in questo rigido inverno. Ognuno ha preso parte a questa avventura con la stessa energia e generosità. ( … ) Naturalmente le ombre danzanti di Basquiat, Warhol e Haring, si aggiravano indisturbate. In una rientranza buia e sotto la semplice luce dei nostri telefoni cellulari abbiamo scoperto, Magda ed io, reliquie tangibili come mosaici di Space Invader del 2002 e un affresco realizzato dall'artista americano Futura risalente al novembre 1983″, ha dichiarato Jean- Pierre Marois.

YZ courtesy Galerie Magda Danysz – Les Bains photo Jerome Coton1
YZ courtesy Galerie Magda Danysz – Les Bains photo Jerome Coton1

L'artista francese Sambre, nello stile di Gordon Matta-Clark, ha tagliato un foro circolare tra il terzo e il quarto piano dell'edificio e installato una sfera di legno costruita col pavimento di Les Bains. Thomas Canto, nel frattempo, ha riempito una stanza con una rete di pannelli monocromi e fili, come una stampa di Bridget Riley portata alla vita. Mentre Cedric Bernadotte avvolge viticci biomorfi intorno alla vecchia area ristorante.

Thomas Canto courtesy Galerie Magda Danysz – Les Bains, photo Jerome Coton
Thomas Canto courtesy Galerie Magda Danysz – Les Bains, photo Jerome Coton

Oggi i quattro mesi di residenza artistica effimera a Les Bains, da gennaio ad aprile 2013, sono testimoniati dalle foto scattate da Stephane Bisseuil e Jerome Coton, gli unici fotografi ad essere autorizzati a entrare in questo luogo e partecipare alla folle avventura. Le foto sono contenute nel libro "Les Bains, Residence d'artistes", 192 pagine in cui i lettori potranno scoprire per la prima volta la diversità e la ricchezza delle espressioni artistiche da parte dei 50 artisti che hanno preso parte a questa residenza segreta e ammirare per l'ultima volta gli spazi di questo luogo leggendario di Parigi e della storia della musica e dell'arte.

Julien Malland Seth crédit photo Jerome Coton courtesy Galerie Magda Danysz – Les Bains
Julien Malland Seth crédit photo Jerome Coton courtesy Galerie Magda Danysz – Les Bains
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