“Non si tocca nulla, non si deteriora nulla, si fa solo qualche scatto. E poi si va. Il mondo è un teatro e io ho scelto di guardare anche dietro le quinte”, così scrive Robin Brinaert, fotografo ed esploratore urbano, nel suo nuovo volume fotografico “Italia Abbandonata”, edito da Jonglez, in cui racconta attraverso le immagini i luoghi abbandonati, proibiti e dimenticati, più suggestivi d'Italia. Robin Brinaert ha girato per oltre otto anni da nord a sud d'Italia e la sua raccolta di foto racconta di luoghi abbandonati carici di fascino, dai i resti degli studi cinematografici del film “Pinocchio” di Roberto Benigni agli ex manicomi, dalle discoteche dimenticate alle chiese sconsacrate.

Il vasto ospedale psichiatrico “Trompeo Benedetto”, chiuse nel 1978 in seguito alla grande riforma del sistema psichiatrico. Al suo interno Robin Brineaert ha scoperto che esisteva anche una chiesa e un teatro che oggi sono ricchi di un fascino decadente, a tratti macabro. In Umbria si trovano invece gli studi che sono serviti da set per il film Pinocchio di Roberto Benigni del 2003. Il set si mostra come un piccolo villaggio che un tempo ospitava gli studi allestiti per l’adattamento cinematografico del racconto conosciuto in tutto il mondo. Villa Ponam, nel Lazio, dopo il terremoto del 1997 ha subito danni abbastanza rilevanti da far sì che i suoi proprietari l’abbandonassero ma conserva ancora il suo antico splendore di quando la zona era  capitale della delegazione dello Stato Pontificio.

Comunemente chiamata “la villa dalle cento finestre”, Villa Romana gode di una vista mozzafiato sulle colline circostanti e sulla Pianura padana. Progettata dal famoso architetto Conte di Viarengo, fu costruita nella seconda metà del XVIII secolo per un nobile piemontese, il marchese di Cereseto. Fu realizzata in un elegante stile barocco ed è molto armoniosa nelle sue proporzioni. Un tempo era circondata da vasti giardini e da un parco, oggi è quasi dimenticata. Villa Romantica, in Emilia Romagna, apparteneva al fratello di Napoleone Bonaparte ed era famosa perché era una residenza estiva elegante e gioiosa. La villa è ora sepolta sotto le sue stesse rovine, i suoi affreschi scoloriti scompaiono quasi sotto le macerie del soffitto crollato nel soggiorno. Queste ed altre sorprendenti architetture abbandonate sono oggetto del libro “Italia Abbandonata”, di Robin Brinaert, edito da Jonglez.