In tanti ricorderanno la scena del film di animazione della Walt Disney "Mary Poppins" in cui l'originale tata porta tutti a fare una passeggiata nelle opere disegnate coi gessetti colorati sui marciapiedi. Se anche a voi è capitato almeno una volta nella vita di desiderare di entrare in un'opera d'arte, sappiate che è il vostro desiderio può diventare realtà, o meglio è già realtà. Alcuni dei più famosi capolavori dell'arte hanno ambientazioni che esistono nella vita reale e si possono visitare.

Dal Café La Nuit di Vincent van Gogh ai giardini di Monet, sono vari i quadri celebri che sono stati dipinti ispirandosi a luoghi realmente esistenti e ancora oggi visibili. Ad esempio la Dibble House situata a Eldon, nell'Ohio, è il cottage che ha ispirato lo sfondo del noto dipinto "American Gothic" di Grant Wood. Oggi la casa, che prende il nome dal primo proprietario del caratteristico cottage, Charles Dibble, è un museo aperto ai visitatori e che si presta anche per servizi fotografici e video. Nel quadro dipinto da Wood nel 1930 sono ritratti un uomo e una donna cupi in piedi davanti a una casa piccola e bianca, con una finestra neo-gotica che cattura l'attenzione. Molti credano che sia rappresentata una coppia di un contadino e sua moglie ma in realtà si tratta della sorella e del dentista di Wood.

Le Café La Nuit di Vincent van Gogh si ispira ad un caffè nel sud della Francia. Vincent van Gogh, infatti, nel 1888 visitò Arles, e dipinse un caratteristico caffè della città brillante in rapporto al tipico cielo stellato dell'artista. Quando van Gogh dipinse Le Café La Nuit era una sera di settembre, e ancora oggi ci si può recare nella Place du Forum, al centro della città, e ammirare la stessa angolazione da cui l'artista dipinse en plein air il famoso quadro. La colazione dei canottieri di Pierre-Auguste Renoir è ispirato a la Maison Fournaise, un ristorante sull'isola di Chatou, appena fuori Parigi, che oggi è una destinazione popolare per gli appassionati di impressionismo e un ristorante ancora funzionante.

Claude Monet ha realizzato "Le ninfee  e la serie di ponti giapponesi", uno dei suoi quadri più famosi, a Giverny, un comune nel nord della Francia, dove si trasferì nel 1883. Qui l'artista impressionista  creò e coltivò un  giardino di ispirazione giapponese che condizionò alcuni dei capolavori più importanti di Monet con i suoi salici piangenti, le fioriture tutto l'anno e un laghetto con fiori acquatici come cuore pulsante del giardino. Oggi il giardino e la casa di Monet a Giverny sono un'attrazione turistica che richiama oltre 500.000 visitatori all'anno. Infine, il celebre "Urlo" di Edvard Munch è ambientato a Valhallvegen Road, un punto panoramico situato sulla collina di Ekeberg a Oslo che lo stesso artista descriveva così: "Una sera stavo camminando lungo un sentiero, la città era su un lato e il fiordo sotto. Mi sentivo stanco e malato. Mi fermai e guardai verso il fiordo: il sole stava tramontando e le nuvole diventavano rosse di sangue. Ho percepito un urlo che attraversava la natura; mi sembrava di aver sentito l'urlo. Ho dipinto questa immagine, dipinto le nuvole come sangue reale. Il colore strillava.”.