In piena emergenza climatica il mondo del design si sta spremendo per cercare il maggior numero di soluzioni e alternative possibili alla plastica che sta inquinando il nostro Pianeta. Una delle risposte arriva dal Regno Unito dove la giovane designer Lucy Hughes ha inventato una bioplastica resistente, traslucida e flessibile che si getta tra gli scarti alimentari. Si chiama MarinaTex ed è una bioplastica ricavata dalle squame e pelle di pesce e altri prodotti di scarto oceanico. La bioplastica di Lucy Hughes potrà sostituire le buste e le confezioni di plastica monouso che stanno gravemente danneggiando la terra.

MarinaTex, a differenza della plastica monouso o di altri materiali usati per imballaggi, può essere cestinata nei rifiuti domestici o nei contenitori per il compost. La bioplastica di Lucy Hughes inoltre è resistente, traslucida e flessibile ed è per questo che è perfetta per essere usata al posto degli imballaggi monouso. Hughes è una giovane designer che ha creato MarinaTex per il suo progetto dell'ultimo anno nel corso di progettazione del prodotto presso l'Università del Sussex, dove si è recentemente laureata. La giovane studentessa britannica ha notato che le squame e la pelle dei pesci vengono gettate o incenerite durante la lavorazione solo la pesca nel Regno Unito produce circa 500.000 tonnellate di tali rifiuti. Se si pensa che solo i rifiuti di un merluzzo bianco sono sufficienti per produrre 1.400 sacchi MarinaTex, è comprensibile ritenere la bioplastica di Hughes di facile produzione in serie e quindi una valida alternativa alla plastica monouso.

La bioplastica di Lucy Hughes ha anche vinto il premio internazionale James Dyson Award. James Dyson è l'inventore britannico che ogni anno seleziona il vincitore del primo premio nel concorso internazionale di design per studenti che porta il suo nome e ha dichiarato: "MarinaTex risolve elegantemente due problemi: l'ubiquità della plastica monouso e dei rifiuti di pesce. Ulteriori ricerche e sviluppi garantiranno che MarinaTex si evolva ulteriormente e spero che diventi parte di una risposta globale all'abbondanza di rifiuti di plastica monouso.".