View of the exhibition The Great Animal Orchestra, Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris, 2016 Photographer’s credit: © Luc Boegly
in foto: View of the exhibition The Great Animal Orchestra, Fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris, 2016 Photographer’s credit: © Luc Boegly

Il 1° marzo 2019 inaugura la XII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano che resterà aperta al pubblico fino al 1° settembre 2019. Il tema è Broken Nature: Design Takes on Human Survival, che rappresenta un’indagine approfondita sui legami tra uomo e ambiente naturale. L’esposizione tematica è curata da Paola Antonelli, Senior Curator del Dipartimento di Architettura e Design e direttrice del reparto Ricerca e Sviluppo al MoMA, insieme ad Ala Tannir, Laura Maeran ed Erica Petrillo. Laura Agnesi e Marco Sammicheli hanno coordinato le Partecipazioni Internazionali: "Il concetto di design ricostituente, che è al centro della XXII Triennale di Milano e della mostra tematica in particolare," spiega Paola Antonelli, "risuona con forza e sensibilità nelle Partecipazioni Internazionali.”

La XXII Triennale di Milano esplora il concetto di design e lo fa analizzando vari progetti di architettura e design sul rapporto tra gli esseri umani e il contesto in cui vivono. La XXII Triennale di Milano eleva il design allo stesso livello della scienza, specialmente quando questo affronta importanti rivoluzioni che coinvolgono gli uomini e i loro comportamenti. I lavori presentati alla XXII Esposizione Internazionale vedono la partecipazione di artisti e designer come Formafantasma con Ore Streams; Neri Oxman & Mediated Matter Group, MIT Media Lab Neri Oxman, architetto e designer, professore al MIT Media Lab; Neri Oxman e del Mediated Matter Group; Sigil Collective Sigil che investiga il rapporto e il coinvolgimento esistente tra gli uccelli, gli umani, il paesaggio e la storia della Siria.

Sebbene un’opportuna preoccupazione per il futuro del nostro pianeta e per le specie che lo popolano non dovrebbe sorprendere, il team di Broken Nature è grato per le risposte entusiaste e coerenti al tema provenienti da tutto il mondo. Il concetto di design ricostituente, che è al centro della XXII Triennale di Milano e della mostra tematica in particolare, risuona con forza e sensibilità nelle Partecipazioni Internazionali. Ci permette di continuare a credere nel potere del design di aiutare i cittadini a comprendere la complessità, valutare i rischi, adattare i comportamenti e chiedere cambiamenti.
Paola Antonelli

Per la prima volta, la Triennale di Milano assegnerà i Bee Awards. Una giuria internazionale si riunirà a Milano il 27 febbraio per selezionare tre Partecipazioni Internazionali che verranno scelte sulla base dell’accuratezza della loro interpretazione del tema e della qualità e rilevanza delle idee proposte. La mostra tematica include alcuni lavori commissionati appositamente per l’occasione e una serie di prestiti. I progetti commissionati proporranno approcci creativi che mirano a correggere il corso autodistruttivo dell’umanità ma anche a pensare in maniera diversa alla nostra relazione con l’ambiente e con tutte le specie presenti sul pianeta, inclusi gli esseri umani. Questi progetti sono in diversi casi la continuazione di un corpo di opere iniziato in precedenza e vogliono incoraggiare i designer a considerare la loro pratica come un’attività a lungo termine.

La Triennale di Milano

La Triennale nasce come Esposizione Internazionale delle Arti Decorative a Monza nel 1923. La manifestazione si sposta a Milano nel 1933, all'interno del Palazzo dell'Arte progettato dall'Architetto Giovanni Muzio. Sotto la guida di figure come Gio Ponti e Mario Sironi si anima il Palazzo dell'Arte, diventato poi la Triennale di Milano. Fin dalle origini, l'Esposizione Internazionale si dedica ad una concezione unitaria di tutte le forme d’arte e di espressione creativa, strettamente collegate alle evoluzioni sociali e allo sviluppo economico. La Triennale del 1933 espose pitture murali di grandi artisti come De Chirico, Sironi, Campigli e Carrà. E la relazione tra la Triennale di Milano e gli artisti si è consolidata nei decenni successivi con l’esposizione delle opere di Fontana, Baj, Martini, Pomodoro, de Chirico, Burri e più recentemente Merz, Paolini e Pistoletto. Nel dopoguerra, in concomitanza con la ricostruzione del paese, la Triennale cominciò ad affrontare il tema del disegno industriale fino ad estendere successivamente i propri settori d’interesse alla moda, al cinema, alla grafica e alla comunicazione audiovisiva.

Ci troviamo in un momento in cui una comunicazione aperta e onesta non solo è necessaria, ma è rivoluzionaria. Quando i governi e la politica sembrano non riuscire più a rispondere ad alcuni bisogni fondamentali della società, siamo spinti a guardare ad altri luoghi, come le istituzioni culturali e creative, per facilitare il confronto e il dialogo. La mia visione è quella di riportare la Triennale alle sue origini, a essere un luogo in cui vengono considerati punti di vista diversi e vengono discussi argomenti controversi.

Stefano Boeri, Presidente