Correva l'anno 1995 a Napoli e l'allora Sindaco Bassolino aveva di recente restituito alla città uno degli spazi urbani maggiormente carichi di storia e fascino: Piazza Plebiscito, finalmente libera dalle auto in sosta che la utilizzavano come parcheggio, tornava ad assurgere a simbolo monumentale di Partenope e a centro nevralgico dell'Arte contemporanea a Napoli. Un luogo emblematico della storia dei napoletani diventava una Piazza d'Arte internazionale. Eduardo Cicelyn raccontava così l'iniziativa: "Comincia con la "Montagna di sale" di Mimmo Paladino la storia napoletana delle opere d'arte in piazza del Plebiscito. È il Natale del 1995. Per la prima volta la piazza più importante di una grande città italiana diventa un teatro dell'arte contemporanea. L'installazione di Paladino conquista una popolarità imprevista, suscitando l'interesse dei passanti e l'attenzione dei mass media di tutto il mondo. L'evento artistico sembra finalmente in grado di superare anche nel nostro paese i confini ristretti delle gallerie e dei musei per entrare in un rapporto diretto con un pubblico vasto che se ne appropria, giudicando, dibattendo e anche litigando".

Piazza Plebiscito durante il periodo natalizio per quindici anni, dal 1995 al 2009, è stata scenario di originali, complesse, stimolanti, interattive e a volte discusse installazioni artistiche, commissionate a grandi nomi dell'arte contemporanea internazionale del Novecento come Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, Sol Lewitt, Richard Serra, Jenny Holzer, Rebecca Horn, Mario Merz, Gilberto Zorio, Giulio Paolini, Richard Serra, Luciano Fabro, Michelangelo Pistoletto, Jan Fabre e Carsten Nicolai. Spirali di acciaio, messaggi luminosi, ‘capuzzelle', montagne di sale e cavalli, cubi ed altri lavori, sono state le opere d'arte, di grande impatto scenografico, che di anno in anno si sono susseguite nella Piazza più celebre della città superando l'attenzione di un pubblico specializzato e conquistando l'opinione pubblica e i mass media. L'arte tornava ad essere popolare ed identitaria. Oggi un libro “Piazza d'Arte. Napoli 1995-2009. Quindici anni di installazioni in Piazza Plebiscito” – ARTE'M EDIZIONI, curato dallo stesso Cicelyn (e con un prezioso catalogo arricchito delle immagini di Peppe Avallone e dei testi di Mario Codognato e Pappi Corsicato), racconta “la storia di un'autentica grandezza progettuale” che ha rappresentato il simbolo del rinnovamento di Napoli e della ritrovata antica funzione di Piazza Plebiscito come luogo di feste e celebrazioni.