In ufficio o in classe è normale che ad una certa ora, specialmente dopo pranzo, la tensioni cali e una leggera sonnolenza si manifesti, la voglia di un riposino si fa necessità ma dove schiacciare un pisolino? Nell'ambiente di lavoro o di studio, tra colleghi o superiori, può essere imbarazzante e sconveniente appisolarsi col braccio sotto al viso posato sul primo appoggio possibile o addormentarsi semplicemente seduti alla propria postazione. Così, una studentessa della School of Visual Arts di New York, Eden Lew, ha ideato un guscio che permette di appisolarsi ovunque voi siate e nella massima privacy. L'oggetto si chiama Nutshell ed è realizzato con un materiale morbido, quasi una coperta, che ammortizza rumori e luce, per una ‘pennichella' davvero perfetta.

"Abbiamo bisogno di ridefinire il ciclo del sonno", dice l'architetto Jürgen Mayer H. Così, partendo da questo concetto, la studentessa brillante ha creato davvero un'idea unica e utile: le era stato chiesto di realizzare un oggetto che si ispirasse ai rifiuti per un lavoro scolastico. La lampadina si è accesa mentre Eden mangiava un panino e ha gettato via la confezione. Dal pranzo e la pausa fugace il collegamento al bisogno di un riposino è stato immediato. Da lì la proposta di un guscio/coperta che fare un pisolino ovunque ci si trovi. Nutshell, quando è aperto, avvolge tutta la parte superiore del corpo. É pieghevole e portatile. "Il Nutshell è divertente da indossare e facile da sfilare", ha spiegato Eden Lew "Quando sono qui dentro non mi sento vulnerabile ma al sicuro, ho indossato il guscio solo in classe tra i miei coetanei ma mi sono addormentata innumerevoli volte nel Nutshell Blackout – si chiama Blackout per un motivo ovvio".

Nutshell è stato ispirato dalla stessa vita frenetica di Eden, che ha realizzato il prototipo innovativo per promuovere "la solitudine sociale": il bisogno di avere privacy e stare in isolamento non è per forza un atto solitario e asociale ma un modo per favorire la concentrazione e facilitare una maggiore produttività rendendo semmai anche le pause di lavoro più efficienti. "Mi dimentico di mangiare perché non ho mai voglia di smettere di progettare, e sono costantemente circondata da eccitazione e attività", ha detto la studentessa, "Il Nutshell è diventato il mio modo di trovare un po' di pace e tranquillità personale, e scommetto che ci sono tante altre persone là fuori che si sentono allo stesso modo". Voi siete tra queste?