Il famoso artista islandese-danese e ambasciatore aspeciale delle Nazioni Unite per sostenibiltà e il cambiamento climatico, Olafur Eliasson, ha realizzato sulla cresta Grawand del ghiacciaio Hochjochferner della Val Senales, in Alto Adige, un'installazione d'arte pubblica unica al mondo. S'intitola "Our Glacial Perspectives" ed è stata inauguratalo scorso 9 ottobre 2020. Il tema dell'opera, che attraversa per 410 metri la montagna lungo la cresta scolpita nei detriti del ghiacciaio, riguarda la storia delle ere glaciali e i cambiamenti climatici.

"Our glacial perspectives" 2020 è la nuova opera d'arte aperta al pubblico e permanente di Olafur Eliasson, che è stata presentata per la prima volta sul Grawand il 9 ottobre 2020. L'opera è costituita da un sentiero che attraversa per 410 metri la cresta del ghiacciaio e dove i visitatori passano attraverso nove porte messe a distanza di intervalli calcolati proporzionalmente in base alla durata delle ere glaciali della terra. Our glacial perspectives  è un'opera pubblica e permanente che trae spunto dai cambiamenti climatici. L'installazione di Olafur Eliasson rappresenta la profonda linea temporale del nostro pianeta incisa nel ghiaccio e nell’ambiente. Il percorso termina in cima con un padiglione di acciaio e vetro dove i visitatori possono ammirare il paesaggio circostante da una piattaforma circolare che si protende oltre l’orlo del Monte Grawand: "In piedi sulla piattaforma, lo spettatore può utilizzare il padiglione come uno strumento astronomico, puntando lo sguardo sugli anelli circostanti, che seguono il percorso apparente del sole nel cielo in un dato giorno.", spiega il famoso artista islandese-danese, "Gli anelli dividono l'anno in intervalli di tempo uguali: l'anello superiore segue il percorso del sole nel solstizio d'estate; l'anello centrale segue l'equinozio; e l’ultimo il solstizio d'inverno. Ogni anello è a sua volta suddiviso in lastre di vetro rettangolari che coprono un arco di 15 minuti del movimento del sole attraverso il cielo, consentendo allo spettatore di determinare l'ora del giorno in base alla posizione del sole. All'esterno del padiglione, due anelli paralleli in acciaio incorniciano la linea dell'orizzonte, mentre i semianelli che sostengono la struttura indicano gli assi nord-sud ed est-ovest".

L'opera d'arte focalizza l'attenzione del visitatore sui cambiamenti climatici che stanno influenzando direttamente il ghiacciaio Hochjochferner. Il percorso è dotato infatti di vetri colorati di varie tonalità di blu, sulla falsariga del cianometro, una scala sviluppata nell'Ottocento per misurare l'azzurro del cielo. "Il vetro colorato filtra e riflette la luce e le radiazioni solari, comportandosi come una mini-atmosfera, continua Olafur Eliasson, "L'opera d'arte funge da lente d'ingrandimento per l'esperienza molto particolare del tempo e dello spazio che questo luogo offre: vasto e sconfinato da un lato, locale e specifico dall'altro. È un dispositivo ottico che ci invita a impegnarci, dalla nostra posizione di carne ed ossa, su prospettive planetarie e glaciali. ".

‘Our glacial perspectives’, 2020, has just been inaugurated at the Hochjochferner glacier in South Tyrol. At the end of the path is a pavilion made from multiple steel and glass rings that contain a circular deck jutting out over the edge of Mount Grawand. Standing on the deck, the viewer can use the pavilion as an astronomical instrument by aligning her gaze with the surrounding rings, which track the apparent path of the sun in the sky on any given day. The rings divide the year into equal time intervals: the top ring tracks the path of the sun on the summer solstice; the middle ring tracks the equinox; and the bottom, the winter solstice. Each ring is itself split into rectangular glass panes that cover 15 arc minutes of the sun’s movement across the sky, making it possible for the viewer to determine the time of day based on the position of the sun. On the outside of the pavilion, two parallel steel rings frame the horizon line, and the half-rings that support the structure indicate the north-south and east-west axes. Photos: Martin Rattini; Studio Olafur Eliasson

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